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Corte dei Conti

Venaria. Parere contrario

Forse vi è sfuggita una delibera di giunta. E’ la numero 151 approvata il 28 giugno con la quale viene prorogato per 9 anni il contratto di “servizio integrato energia 2” del calore negli edifici pubblici con la società A.B.P. Nocivelli s.p.a.”, a suo tempo aggiudicataria di una gara CONISP, cui l’Amministrazione nel 2012 aveva aderito, come da normativa vigente. Ne consiglio la lettura.

Apparentemente una delibera come le altre, fatto salvo per un particolare non trascurabile: il PARERE CONTRARIO del Dirigente del Settore Finanziario in quanto la delibera in oggetto “rientra nelle competenze del Consiglio Comunale; non risulta conforme alla programmazione dell’ente, così come definita dal DUP e dal Bilancio 2017/2019; Il Bilancio di Previsione 2017/2019 non presenta i necessari stanziamenti”.

Tant’è che l’assessore Castagno, nonché vicesindaco, al momento del voto è uscito dall’aula, in aperto contrasto con la giunta che ha voluto approvare un atto sprovvisto di regolarità contabile.

Già il nostro Segretario generale ci aveva incuriosito con la sua libera interpretazione delle norme che regolano l’accesso agli atti, a proposito della lettera di dimissioni di Balocco, tuttavia non immaginavamo si spingesse a tanto, scaricare un dirigente per assecondare la volontà della giunta. Praticamente l’uomo in più della giunta Falcone, quando si dice il 12esimo uomo in campo….

E così, questa settimana, ho deciso anch’io di correre in soccorso della giunta, anticipando le domande che, probabilmente, un magistrato della Corte dei Corte e/o il Prefetto da qui a breve potrebbe porre:

Egregi assessori e sindaco,

  • Eravate a conoscenza del parere contrario del Dirigente del Settore Finanziario? Lo avete letto? Ne avete compreso le motivazioni?
  • Per quali ragioni avete proseguito ad approvare un atto cui viene certificata, dall’unico Dirigente per legge deputato a farlo, la mancanza della necessaria copertura economica?
  • Il TUEL prevede che in casi come questi “Ove la Giunta o il Consiglio non intendano conformarsi ai pareri dei dirigenti, devono darne adeguata motivazione nel testo della deliberazione”. Ma dal testo della vostra delibera tali motivazioni non si comprendono. Si citano pareri verbali dell’Assessore ai LL. PP. e del Segretario generale, e si rimanda genericamente ad altri documenti. Ma quali sarebbero le motivazioni inoppugnabili che vi hanno portato all’approvazione dell’atto con un parere contrario?
  • Nel testo della vostra delibera, prima si fa cenno ad un “equivoco”, circa l’espressione dei pareri tecnico e contabile, da parte dei Dirigenti interessati, poi si scrive che “non pare verosimile” quanto contenuto nel parere contabile, a proposito degli stanziamenti non sufficienti. Sempre secondo il TUEL, “i dirigenti sono direttamente responsabili, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione”. Dobbiamo dedurre implicitamente che il Dirigente abbia rilasciato un parere il cui contenuto, secondo voi, non sia veritiero?
  • Su quali basi avete approvato un atto di proroga per anni 9, di un contratto che in origine era di anni 6 e all’interno del quadro di riferimento CONSIP, mentre la vostra deliberazione è al di fuori del quadro CONSIP, senza una procedura di evidenza pubblica, con un parere contabile contrario?
  • Sempre nel testo si legge che la proposta di prolungamento contrattuale “Servizio Energia” sarebbe pervenuta dalla A.B.P. Nocivelli S.p.a in data 23/12/2016 prot. 26883. Mentre, in data 22/12/2016 sarebbe stata protocollata (Prot. n. 26833) “la valutazione tecnica positiva della proposta sottoscritta dal Supporto al Responsabile del Procedimento dall’Ing. Paolo TKALEZ dove si evidenziano i vantaggi a livello energetico della proposta presentata”. Come può la valutazione della proposta essere stata protocollata un giorno prima della presentazione della proposta stessa?
  • I benefici presunti sono frutto di deduzioni e solo ipotizzati. Del resto solo l’esperimento di una gara pubblica sarebbe la controprova dei risparmi citati. Come possono essere comparabili un contratto di 5 anni (quello in origine), con uno di 9 (la proroga della delibera in questione)?
  • Come si può, con questi presupposti, adottare un atto per una spesa non esigua, di quasi di 10 milioni di euro, che impegna la città per i prossimi 9 anni, senza una gara pubblica, con un parere contrario?

Così c’è il tempo per studiare. In alternativa, si può sempre chiedere aiuto al Segretario…

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