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VENARIA. Metti i fiori, togli i fiori…

Il sindaco, con il vigile, toglie la corona di fiori deposta da CasaPound

A sentire il mio amico Daniele, l’informazione all’italiana funziona così: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d’altro.

Certo, difficile dargli torto. E così, essendo ormai passati quattro giorni torno sulla notizia “Venaria, il sindaco toglie i fiori lasciati sulla tomba da CasaPound”.

Al riguardo, alcune precisazioni sono più che mai opportune, spunti per una riflessione, senza troppe pretese e solo per amore di verità, almeno alla luce di alcuni fatti oggettivi avvenuti in Consiglio Comunale.

La premessa: è stato giusto rispondere istituzionalmente ad una evidente provocazione; come riportato dai giornali, i fiori sono stati posti il 28 ottobre, guarda caso lo stesso giorno della Marcia su Roma delle camicie nere.

Ancor più esecrabile chi ha scelto l’insulto per “argomentare” il proprio dissenso alla scelta del sindaco, sottraendosi a qualsiasi possibilità di dibattito e confronto per comprendere la differenza tra ricordare legittimamente e privatamente la morte di un proprio caro, quale che sia stato il suo agire in vita e commemorare pubblicamente eventi nefasti su cui la Storia ha espresso un giudizio, anche nei confronti delle azioni compiute da quegli stessi uomini.

Arrivando alle precisazioni, non possiamo non ricordare che simili iniziative, a Venaria come altrove, abbiano trovato spazio maggiore negli ultimi anni, di recente rinvigorite dal mutato contesto nazionale, dopo la partenza del governo del cambiamento giallo-verde, che di fatto ha sdoganato vecchie idee o rigurgiti (dipende dai punti di vista), secondo la nuova grammatica del duo Salvini-Di Maio.

Oltre a questo, per quanto riguarda Venaria, non possiamo non osservare come ad incidere sia stata anche la linea adottata dalla nuova Amministrazione pentastellata. Già due anni fa una provocazione analoga era stata sollevata soltanto dallo sguardo attento di un cittadino e poi ripresa dall’ANPI. Solo su sollecitazione in Consiglio Comunale l’Amministrazione era intervenuta, derubricando il tutto ad una bravata, con una posizione ambigua ed oscillante, almeno nelle parole di Falcone, tra CasaPound e l’ANPI.  Successivamente, lo scorso 25 aprile il sindaco si è “lasciato andare” ad una dichiarazione pubblica di antifascismo. Evviva!

Ancora, il mantra caro sia a Salvini che a CasaPound “prima gli italiani” è stato declamato dai consiglieri di maggioranza in diretta Consiglio, senza alcuna voce contraria né di sindaco né di assessori, facendo il pari con una precedente dichiarazione dello stesso sindaco circa l’impossibilità di accogliere migranti nella nostra città. Posizione evidentemente condivisa da tutto il grillismo venariese, visto che è stata confermata, pochi giorni fa durante lo scorso Consiglio, dal gruppo consiliare, Falcone incluso, con il rigetto della mozione in solidarietà del sindaco di Riace e sostegno al modello di “accoglienza diffusa”, con argomentazioni imbarazzanti. Non di minore l’importanza, il mancato licenziamento dell’assessore Nozzetti, dopo le gravi e pesanti parole contro la Presidente della Camera e i migranti.

Ecco perché alla luce di tutto ciò, nei fatti in questione, la vera notizia sarebbe stata l’eventuale non-intervento da parte del sindaco, il cui agire volutamente ostentato non sfugge alla critica di voler recuperare, su questi temi, il terreno perduto. A riprova, c’è da sottolineare il mancato supporto all’azione del sindaco da parte della sua stessa maggioranza, non un assessore che sia intervento in proposito, né il Movimento locale, né il gruppo consiliare dei cinque stelle (chiedo venia mi fosse sfuggita la notizia contraria).

In sintesi, siamo contenti che il sindaco, seppur con gestazione lenta, abbia sposato la causa dell’antifascismo, tuttavia la maggioranza che lo sostiene (e Falcone stesso su alcuni temi) mantiene una posizione lontana da quel valore che nella nostra Carta è stato tradotto nella pari dignità delle persone “a prescindere”, senza distinzione alcuna e nella solidarietà come diritto e come dovere.

Ma Venaria, che ha già Resistito una volta, Resisterà anche a questo!

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