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VENARIA. Lega-balle sanitarie

Il 22 dicembre del 2009, nella Chiesa di Sant’Uberto veniva sottoscritto tra la Regione Piemonte (giunta Bresso), l’Amministrazione comunale (giunta Pollari) e l’ASL (Direttore Dott. Rabino), l’Accordo di programma per costruire una struttura sanitaria in sostituzione dell’ospedale di Piazza Annunziata.

L’Accordo andava a modificare quello già sottoscritto nel 2004 tra Regione Piemonte (giunta Ghigo), Amministrazione comunale (giunta Catania) e ASL di Ciriè (ora ASL TO3), andando a ricollocare la nuova struttura da Corso Machiavelli (area per la quale è già stato redatto il progetto definitivo) in via don Sapino, in area pre-parco, opportunamente modificata per avere la necessaria compatibilità urbanistica.

Nella nuova ipotesi, la struttura sarebbe sorta in un’area più grande e potenziata, andando però incontro ad un azzardo (che qualcuno ritenne troppo spregiudicato): del costo totale di 48 milioni di euro, soltanto una parte era già accertata con risorse di Stato e Regione. La rimanenza (il secondo lotto per intenderci) avrebbe trovato copertura nel bilancio degli anni successivi: 4,6 milioni nel 2010, 18,5 milioni nel 2011, e 4,2 milioni da alienazioni di immobili della stessa ASL.

Stanziamenti che non vennero confermati dalla nuova Amministrazione regionale, eletta nella primavera del 2010. Infatti la Giunta Cota (Lega), nell’ambito Piano Socio Sanitario 2012-2015, optò per la realizzazione del primo lotto e per non dare seguito al secondo (nonostante esistesse già un progetto preliminare), come si evince dalla la Deliberazione della Giunta Regionale del 14 marzo 2013, n. 6-5519 “Programmazione sanitaria regionale. Interventi di revisione della rete ospedaliera piemontese, in applicazione della D.C.R. n. 167-14087 del 03.04.2012 (P.S.S.R. 2012-2015)”. Dei 48 milioni previsti, soltanto 7 erano di competenza statale, il resto avrebbero dovuto essere fondi regionali (come da competenza affidata alle Regioni in materia sanitaria). Ma la Lega di Cota preferì destinare le risorse in favore di altre scelte.

Di recente, la Lega, a microfoni unificati con il centro destra venariese, per voce del suo onorevole Benvenuto, che da consigliere regionale dal 2014 al 2018 non ha mai sollevato questioni in merito, vuol farci credere che la mancata realizzazione del secondo lotto sia da attribuire al Parlamento (che non ha competenze in proposito) perché qualche giorno fa la Commissione ha respinto un suo emendamento (sono passati ormai quasi 10 anni, la vicenda è morta e sepolta) per stanziare le risorse necessarie al secondo lotto che sarebbero di competenza regionale (quindi al limite avrebbe dovuto chiedere a Cirio, sempre della Lega) che Cota, sempre della Lega (cui spettava la competenza), nel 2010 si rifiutò di fare.

È vero che in politica la vulgata vuole che sia sempre colpa degli altri ma talvolta ci si appella almeno al minimo senso del pudore che uno (non) ha. Che poi le bugie hanno sempre le gambe corte, soprattutto per chi ha voglia di leggersi gli atti e i documenti, che in politica dovrebbero contare più delle parole, e dei proclami.

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