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Il Municipio di Venaria

VENARIA. Il partito degli onesti

Proseguiamo con il resoconto della maggioranza che non c’è per narrare le ultime mirabolanti gesta del “partito degli onesti” che tutto fa escluso raccontare ai cittadini come stanno realmente le cose.

10 giugno. Sarebbe convocato, in prima seduta, il Consiglio comunale ma l’aula è semideserta, sono presenti solo i consiglieri di minoranza e il sindaco per salvare la faccia. Come da copione, in blocco, i consiglieri di maggioranza non si sono presentati, senza dare alcuna giustificazione. È difficile pensare che tutti e 10 i pentastellati con problemi di lavoro oppure in balia di un’epidemia rara. Dovrebbero raccontare la verità: non hanno il numero di consiglieri necessari a garantire il numero legale in prima convocazione e quindi devono “mandare deserta” la seduta per andare in seconda convocazione.

Così, ormai da qualche tempo, il funzionamento delle istituzioni è subordinato alle esigenze/problemi della maggioranza che manda in scena questo simpatico teatrino: in prima convocazione, andiamo in Consiglio e non troviamo nessuno, torniamo la sera successiva per la seconda convocazione, dove possono garantire il numero legale per l’inizio del Consiglio.

11 giugno: Consiglio comunale in seconda convocazione. Finalmente avendo i numeri è possibile passare alle delibere e surrogare 1 dei 3 consiglieri dimissionari, entra l’ultimo consigliere grillino (eletto con 1 solo voto, presumibilmente il suo, pare l’unico caso in Italia di chi rappresenta se stesso… ma del resto il Movimento non è per la rappresentanza, preferiscono la democrazia diretta…. ). Gli altri due seggi resteranno vacanti, per esaurimento della lista; di conseguenza il plenum assembleare di 24 consiglieri più il sindaco non verrà ricostituito, resteremo in 22 (che già è un’anomalia ma può succedere se per comporre la lista hai messo dentro parenti, cognati, fratelli….).

Il dibattito che segue è pressoché surreale, il capogruppo Ruento non sa più cosa dire per difendere l’indifendibile, la situazione è imbarazzante, la maggioranza non esiste, lo sanno anche loro, né dà conferma il consigliere Napoletano che, al termine di una dichiarazione di voto, invoca le dimissioni dell’assessore D’Afflitto. “Parla a titolo personale” gli fa eco Ruento che ha anche parole di rammarico per il documento che l’ex vice sindaco Castagno ha lasciato ai consiglieri “a futura memoria” (al Segretario generale è stato chiesto di inviarlo in Procura). Eppure il giorno delle dimissioni lo hanno osannato come miglior assessore dell’anno, qualcuno voleva portarlo in processione…

In sintesi, tutti i dissidenti del Movimento hanno torto, il pensiero del capogruppo penstastellato è che i panni sporchi vanno lavati in famiglia. Peccato stiano amministrando una città e non l’impresa di famiglia.

Da segnalare che, al netto di sms e/o chat di gruppo, si è visto poco il portavoce Ligas, solitamente “influencer di consiglieri” preferisce trascorrere il tempo ironizzando sui social a proposito dell’attuale situazione politica di cui è stato (impropriamente) uno dei protagonisti. Per i meno informati Ligas ha avuto (impropriamente) un ruolo di primo piano in questa Amministrazione. Dietro la formalità del “portavoce” si è mosso di fatto (impropriamente) come un soggetto politico (lo stesso Accorsi lo ha riconosciuto in un recente intervento). Per fare un esempio, ma ce ne sarebbero molti, in uno degli ultimi Consigli (vedendo la maggioranza in difficoltà) si è avvicinato sugli scranni per dare indicazioni alla consigliera Terrizzi, venendo meno ad un minimo di deontologia professionale ed imparzialità che un dipendente pubblico dovrebbe avere. Infatti il comunicatore è in staff al sindaco ma resta pur sempre un dipendente, a tempo determinato, dell’Ente (collaboratore ex art 90). Sarebbe stato più corretto che il “partito degli onesti” assumesse il proprio attivista, a proprie spese, e non con i soldi del Comune.

L’autocritica è pari a zero, figuriamoci ammettere la sconfitta politico-amministrativa, quindi si continua a fare come se nulla fosse, diversi consiglieri grillini sono scontenti ma preferiscono continuare a recitare la parte.

Si va in scena al prossimo Consiglio, ma ormai lo sappiamo, è buona solo la seconda…..

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Alessandro Brescia
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