Home / Dai Comuni / VENARIA. Falcone scarica l’InQubatore. Il bando non è stato rinnovato

VENARIA. Falcone scarica l’InQubatore. Il bando non è stato rinnovato

Ci spiace molto per essere stati assenti nell’ultimo periodo, ma purtroppo abbiamo dovuto affrontare alcune problematiche con l’amministrazione del comune di Venaria. Siamo qui oggi per riepilogarvi quanto accaduto, pronti a ripartire più forti che mai”.

Si apre così il colloquio con Fabio Dipinto, presidente dell’associazione “InQubatore Qulturale” che aveva come sede quella struttura grigia, piuttosto “bizzarra”, presente in piazza don Alberione e che si affaccia su via Mensa.

E i problemi di cui fa cenno Dipinto si possono riassumere così: la storia è finita. Già, perché nonostante il bando di concessione prevedesse un “2+2”, ovvero due anni rinnovabili di altri due, al termine del primo biennio “la Giunta ha deciso di non rinnovare il secondo biennio del nostro progetto, nonostante avesse una durata prevista di 4 anni e considerando che il nostro operato è sempre stato valutato di valore e in linea con quanto presentato nel bando”, spiega Dipinto.

Che poi va oltre, precisando come le motivazioni di questa scelta siano state dedotte: “Sì, dedotte. Perché purtroppo non ci è mai stata data una motivazione ufficiale né verbalmente né su carta. Di qui abbiamo dedotto come l’Amministrazione avesse nuove finalità di utilizzo dello spazio, anche se oggi è desolatamente vuoto e privo di alcuna progettualità”.

FABIO DIPINTO dell’InQubatore

Il presidente, poi, spiega come l’Ufficio Cultura lo abbia “contattato, chiedendo di formulare per iscritto una proposta per continuare con il nostro progetto, considerando che lo spazio fisico non sarà più disponibile. E così abbiamo deciso di ridurre le attività, decidendo di continuare a lavorare gratuitamente, proprio come abbiamo fatto nel biennio precedente, per il bene del territorio”.

La parola “gratuitamente” e la successiva domanda, porta Dipinto a spiegare meglio, nei dettagli: “Dopo aver ricevuto, in fase di lancio del progetto, un contributo di 28mila euro lordi, che abbiamo investito in comunicazione, attività ed eventi ed attrezzature, abbiamo continuato il nostro operato senza alcuna retribuzione. Generando un valore economico, in termini di ore lavoro, superiore ai 100mila euro. Ci teniamo a ribadire come quei soldi e questo progetto non fosse solo e per Venaria ma anche per Val della Torre, San Gillio, Druento, Givoletto, La Cassa, Robassomero, Varisella, Vallo, Fiano, Ciriè, Villanova, Germagnano, Cafasse, Nole, San Carlo, Rivarossa, Lombardore, Lanzo, Balangero, Mathi, Grosso, Vauda e Front. E abbiamo sempre lavorato per il loro bene, trattando argomenti come la mobilità dolce, il riuso, la riduzione dei consumi, la consapevolezza della limitatezza delle risorse del nostro pianeta, la tutela dell’ambiente, la riduzione dei rifiuti, le bellezze del nostro territorio, lo sport come strumento di benessere psicofisico, l’attenzione ai piccoli gesti nella vita quotidiana, la cultura nel senso più ampio del termine sono stati il centro del nostro agire. Sono stati 70 gli eventi organizzati, con 140 articoli a supporto”.

Alla fine, però, nonostante un progetto ridimensionato, il bando non è stato rinnovato. “Senza un motivo. Senza una lettera che ci spiegasse il perché. Nonostante fosse un progetto che operasse nella direzione della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, che cercasse un dialogo costante con la cittadinanza. Invece di incentivarlo è stato ignorato e ostacolato. Forse ci hanno visti come dei competitor, come un qualcosa che offuscasse altri progetti”.

Commenti

Blogger: Claudio Martinelli

Claudio Martinelli
Giornalismo "reale"

Leggi anche

IVREA. Il sindaco sta Tiraboschi? Vorrà mica far costruire il nuovo ospedale a Scarmagno?

Cosa ne pensa la maggioranza delle recenti dichiarazioni del senatore azzurro Virginia Tiraboschi, politicamente vicina …

IVREA. Quei conflitti d’interesse tra Asl To4 e Clinica Eporediese

Quale sanità pubblica vogliamo? Se lo chiedono –  e lo chiederanno al sindaco Stefano Sertoli, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *