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VENARIA. Continuano i furti al cimitero. Rubati i fiori da due lapidi

Solamente una settimana fa denunciavamo, attraverso le colonne del nostro settimanale, del vergognoso furto ai danni della tomba della piccola Sara Oliva, la bimba di due anni morta nel 2014 in un incidente stradale.

Furti di pupazzetti, letterine, vasi e che hanno indignato tutta la città, compreso il mondo politico.

A distanza di sette giorni, un nuovo episodio. Sempre al cimitero generale di Venaria, dove sono stati rubati i fiori dai loculi di due defunti.

Un gesto brutto, vergognoso, ingiustificabile, inqualificabile. Ma che, purtroppo, è solamente l’ultimo di una lunga serie.

I furti, ormai, sono diventati un vero e proprio problema. Perché i cittadini che si recano al cimitero, per pregare sulla tomba dei loro cari e per omaggiarli di un fiore, adesso devono convivere con la paura di subire un furto. Un furto di un mazzo di fiori, piccolo o grande che sia, acquistato con amore per adornare il posto dove riposano le spoglie dei loro cari genitori, nonni, figli, nipoti, amici.

Su Facebook è immediatamente montata la polemica, con gli utenti che hanno subito condannato il nuovo episodio.

E, come spesso accade in questi casi, è subito ripartita la richiesta di controlli, di vigilanza, di telecamere di videosorveglianza. Ed è un vero e proprio paradosso, perché si dovranno investire uomini e soldi per mantenere sicuro un posto che dovrebbe essere di culto. Ma, purtroppo, anche il cimitero è diventato meta di razzie di ogni genere. Perché oltre a fiori, pupazzi e vasi, spesso e volentieri accadono furti di rame, con il così detto “oro rosso” che viene rivenduto nel mercato parallelo tra i 5 ed i 7 euro al chilogrammo.

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