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I funerali di Giuseppe Cainero

VENARIA. Addio a Cainero, scalatore di un ciclismo che non c’è più

Era uno dei gregari di Fausto Coppi, il “Campionissimo”. Anzi, a dirla tutta, fu la stessa leggenda delle due ruote a volerlo a tutti i costi tra le fila della “Carpano”, nel 1956. Perché aveva quelle doti di passista-scalatore che tanto piacevano a Coppi. 
Il “gregario perfetto”, Giuseppe Cainero, è morto giovedì 21 maggio a 87 anni nella sua casa di piazza Cavour ad Altessano, la storica borgata di Venaria.
Nato a Nimis, in provincia di Udine, il 31 luglio del 1932, Cainero si era già messo in luce nel mondo del dilettantismo, riuscendo a vincere diverse gare. 
Poi il passaggio nel professionismo, nel 1956. Alla “Carpano” di Fausto Coppi e Ferdi Kubler. Milano-Sanremo, Milano-Vignola (dove arrivò secondo, ndr), campionati italiani (ottavo, miglior piazzamento), Giro del Piemonte, Sassari-Cagliari, Giro di Sicilia.
GIUSEPPE CAINERO da ragazzo

Una vita al servizio anche di Nino Defilippis, altro grande campione del ciclismo. Ma una sola vittoria di prestigio tra i professionisti: la “Meisterschaft von Zürich”, importante corsa ciclistica elvetica, nel 1958.

Cainero è uno dei tanti protagonisti della tappa del Bondone del Giro d’Italia del 1956, la Merano-Bondone, dove in tanti patirono le pene dell’inferno, con pioggia, vento, bufera di neve. Con ciclisti che dovettero persino rifugiarsi in bar e osterie lungo il percorso per non morire di freddo.    Nel 1961, la fine della carriera agonistica e il ritorno a Venaria, dove vinse il concorso per diventare agente di polizia urbana e persino comandante, ruolo che mantenne fino all’ultimo giorno di lavoro, nel 1994.
Era un uomo straordinario. Corretto, leale, il classico vigile da cittadina. Non ti faceva sconti, ma ti faceva capire l’errore che stavi commettendo. Persone così mancheranno a Venaria”, lo ricorda con affetto l’ex sindaco Giuseppe Catania, presente ai funerali assieme all’ex vice sindaco Paolo Berger e a tanti amici, che si sono stretti alla moglie Clelia, ai figli Gisella e Roberto. I funerali si sono tenuti sabato 23 maggio, nella chiesa di San Lorenzo ad Altessano, celebrati dal diacono Kenneth Ilonwa. Presenti, con tanto di labaro listato a lutto, gli amici dell’Associazione Piemontese Corridori Ciclisti. Sabato mattina, in forma privata, è passato a porgergli l’ultimo saluto l’amico e collega Franco Balmamion, il nolese capace di vincere due Giri d’Italia senza mai vincere una tappa. Sempre questa mattina, i familiari hanno ricevuto la chiamata di un altro campione, Italo Zilioli
Ho perso un amico. Uno dei fondatori della Pro Loco di Altessano – lo ricorda con il groppo in gola Ernestino Balma -. Era di Udine ma diceva sempre di avere il pedigree di Altessano”.
Al termine della funzione, è stato intonato il silenzio, alla presenza del comandante della polizia locale, Luca Vivalda, e dei suoi agenti, compresa la pattuglia motociclisti, che ha scortato il feretro fino al tempio crematorio di Mappano.

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Claudio Martinelli
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