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VALPERGA. Rissa in consiglio, a febbraio il processo

 

Comincerà il 7 febbraio 2017 il processo per la rissa avvenuta in consiglio comunale a Valperga a carico degli ex consigliere comunali di minoranza Corrado Marocco e Calogero Addamo.

La sera del 28 dicembre 2009, nel bel mezzo della seduta, i due si erano alzati dal tavolo e le avevano date di santa ragione all’allora Presidente della pro Loco Gianni Bernardi, seduto tra il pubblico.

Finalmente i tempi da elefante della giustizia italiana e, evidentemente, anche della Procura di Ivrea, hanno condotto il rinvio a giudizio per il reato di lesioni, a sette anni di distanza da quell’accaduto, quando la situazione avrebbe dovuto essere cristallina e non richiedere grandi indagini, non foss’altro che era stata immortalata dalle telecamere di Rete Canavese e finita in onda addirittura su “Striscia la notizia”.

Peccato che, nel settembre 2017, il reato sarà già prescritto. Ce la farà il giudice di pace di Cuorgnè, assegnato al caso, a pronunciare la sentenza entro il termine di legge? Per l’udienza di febbraio saranno chiamati a testimoniare la sottoscritta, Annalisa Thielke, in quanto autrice delle immagini girate per “Rete Canavese”, il vigile urbano Perrone, la giornalista de “La Sentinella del Canavese” Chiara Cortese, ed Ettore Covassin, papà del’ex consigliere comunale Federico Covassin, entrambi seduti fra il pubblico.

Il video, all’epoca, divenne virale in internet ed in tv, anche oggetto di parodie legate ai fagioli western. Si vedono chiaramente i pugni volare dall’alto verso il basso sulla testa di Bernardi. In sottofondo si sente, ad un certo punto, il suono inutile della campanella ad ammonire i rissaioli. Fino a che Marocco e Addamo erano stati condotti fuori grazie all’intervento di alcuni consiglieri, a rinforzo del vigile che, da solo, in mezzo a quella colluttazione, si sarebbe sentito inerme.

Corrado e Marocco avevano denunciato a loro volta Bernardi, sostenendo che quest’ultimo avesse rivolto loro il dito medio. E, altra contraddizione della giustizia italiana, il processo a carico dell’ex presidente dell’associazione per oltraggio a pubblico ufficiale è già stato celebrato davanti al tribunale di Ivrea e si è concluso con l’assoluzione per la “lieve entità” del reato.

La versione dei due imputati? Sostengono, “semplicemente”, di aver risposto ad una provocazione, e che la scazzottata non fu così violenta come emerso attraverso i media. Bernardi è parte civile con l’avvocato Ferdinando Terrando.

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