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IN FOTO 1953, Vespe e Lambrette del Moto Club San Giorgio di Valperga a Sant’Ambrogio di Susa.
IN FOTO 1953, Vespe e Lambrette del Moto Club San Giorgio di Valperga a Sant’Ambrogio di Susa.

VALPERGA. Gli anni ’50 a Valperga. Le motoscalate e le gimkane-cross

La società degli anni Cinquanta e la moto.

Nel cortile presso la casa dei priori di una festa paesana, alla bella tavolata dei primi anni Cinquanta siedono tre generazioni. La bevanda servita ai convenuti è rigorosamente il vino: l’acqua è riservata ad altri usi, le bibite sono di là da venire. La maggior parte della gente ha percorso a piedi i due chilometri dal paese alla borgata Pianca ‘d pera seguendo la Filarmonica, altri in bicicletta; alcuni 35-40enni sono venuti in motocicletta; in particolare si possono intravedere nella foto un Galletto e uno Stornello della Guzzi, i mezzi di locomozione rispettivamente del nuovo parroco e del suo vice.

Dalla fine degli anni Quaranta ai primi anni Sessanta la società, da rurale e tradizionale, evolve verso l’industria e la modernità: oltre alla bicicletta, la gente delle campagne e delle fabbriche per gli spostamenti usa sempre più moto e scooter. Le abitudini delle generazioni iniziano a differenziarsi come mai era successo in precedenza: le accresciute possibilità di spostamento modificano le regole del vivere quotidiano e inducono a qualche piccola trasgressione. La stessa pubblicità delle motociclette indirizza in questo senso: la moto è libertà di movimento, occasione per visitare luoghi nuovi e, perché no, possibilità di portare a spasso una bella ragazza.

Le marche italiane – Benelli, Bianchi, Ducati, Gilera, Guzzi, Laverda, Parilla, ecc. – si impongono sia nel campo dell’uso quotidiano sia in quello sportivo sulle concorrenti inglesi come BSA, AMC, Norton, Triumph, e quelle tedesche come la BMW. Gli scooter, Vespa, Lambretta e Galletto, sono tra le più riuscite creazioni dell’industria italiana. Lentamente nascono moto per impieghi particolari, come mezzi da cross, competizione e corse su strada.

Dall’Inghilterra, ove era nato negli anni Venti, il motocross arriva in Italia prima della Seconda guerra mondiale, creando grande interesse; si corre con moto stradali modificate Guzzi, Gilera e Bianchi. Nel dopoguerra nascono le prime piste permanenti. Nel 1950 la Federazione Motociclistica Italiana (F.M.I.) istituisce un trofeo nazionale di motocross per la classe 500 cm3 e i piloti Albertazzi, Galbiati, Milani e Fenocchio sono i primi campioni di questa specialità. Negli anni Cinquanta sorge in Piemonte, alle porte di Torino, un centro pilota di motocross (barriera di Nizza, rive del Sangone) che richiama un gran numero di giovanissimi allievi, i cui «maestri sono Vinicio Carosi e Carletto Merlo, due superstiti della pattuglia di fanti motorizzati che nel lontano 1938 per necessità di preparazione bellica e su disposizione del ministero della Guerra furono costretti a praticare lo sport della moto fuori strada» («Stampa Sera» 26 maggio 1954, numero 123). Nasce una nuova generazione di piloti, si abbandonano le vecchie moto derivate e si corre su macchine create appositamente; accanto alle moto ufficiali della Gilera, della Bianchi, dell’Aermacchi e della Parilla si aggiungono anche le Mondial, le Mi-Val, le MV Agusta, le Guazzoni, le Beta, le Ceccato, le Morini e altre.  Nel 1956 Emilio Ostorero in sella a una Mondial inizia l’albo d’oro della categoria 250 cm3 con il primo dei 16 titoli tricolori conseguiti nella sua carriera.

Nel 1952 la Fédération Internationale Motocycliste (FIM) istituisce un campionato individuale europeo di categoria 500 cm³, che dal 1957 diventa campionato del mondo. Nel 1962 alla categoria 500 viene affiancata una seconda categoria di 250 cm³. In questo contesto diventano famose alcune aziende che equipaggiano le loro leggere motociclette con motori a due tempi, come la svedese Husqvarna, la cecoslovacca CZ e la britannica Greeves. Piloti provenienti dal Belgio e dalla Svezia cominciano a dominare nel cross di questo periodo.

La moto a Valperga.

I centauri valperghesi, numerosi già dagli anni Quaranta, organizzano spesso gite in moto verso luoghi turistici o verso siti che ospitano manifestazioni motociclistiche. Nel 1953 viene costituito il Moto Club San Giorgio (santo patrono di Valperga) sotto la guida del vice parroco don Sebastiano Albertino, appassionato promotore, entusiasta fondatore ed infaticabile e zelante primo presidente del sodalizio. Nello stesso anno il neonato Moto Club organizza la prima giornata del moto-cross canavesano. La stampa ne dà notizia in anticipo:

A Rubiana e a Valperga due gimkane motociclistiche.

«Due gare di motocross sono in programma questa settimana in Piemonte. A Rubiana, organizzata dal Moto Club Valle di Susa e dalla «Pro Rubiana» si svolgerà domani sabato 15 agosto 1953 in località Pietrabruna una spettacolare gimkana-cross […]. A Valperga avrà luogo domenica 16 la giornata del motocross canavesano organizzata dal moto club San Giorgio. Al mattino verrà disputata la motoscalata a Valperga-Belmonte […]. Nel pomeriggio si effettuerà una gimkana-cross, su un percorso naturale difficilissimo, alla periferia ovest del paese […] Anche a Valperga si esibirà al termine delle gare il campione nazionale della categoria conte Raimondo di Sambuy […]. («Stampa Sera», 14 agosto 1953, numero 193).

Ecco la cronaca dell’evento tratta dal Bollettino parrocchiale di Valperga.

16 agosto 1953 – Prima giornata del moto-cross canavesano

«Con un concorso di pubblico veramente eccezionale e con la partecipazione dei migliori corridori moto-crossisti piemontesi e la presenza del campione italiano di moto-cross, conte Raimondo di Sambuy, si è felicemente conclusa a Valperga la prima giornata svoltasi nel Canavese dedicata a questo sport motociclistico. Questa suggestiva ed interessantissima manifestazione è stata mirabilmente organizzata dal locale Moto Club San Giorgio, che è stato pienamente all’altezza del gravoso compito di organizzazione, benché abbia vita da solo pochi mesi. Per quasi 3 ore consecutive i motori hanno fragorosamente rombato nella tranquilla borgata di Valgrande, e più di una volta il pubblico ha trattenuto il fiato alla vista delle acrobazie dei centauri. I passi più difficili sono stati sottolineati da fragorosi applausi all’indirizzo dei coraggiosi corridori.

Ma procediamo con ordine. Al mattino si è avuta la motoscalata a Belmonte lungo la strada che tutti i valperghesi conoscono per la sua ripidità (pendenza media è 20 per cento) e il suo fondo malagevole. Si sono allineati alla partenza 19 motoscalatori di cui 6 del Moto Club di Valperga. Erano le 9,25 quando il sindaco, Rag. Luigi Ozzello, ha abbassato la bandierina che dava il via al primo concorrente. Un corridore di Valperga, Maggiorino Enrietto, si lanciava sulla sua rombante «vespa» su per la mulattiera; dietro di lui via via si susseguivano gli altri 18 concorrenti ad un intervallo di 3 minuti, in lotta con l’inesorabile ticchettio del cronometro. Tutti i concorrenti alla motoscalata sono riusciti a coprire il percorso nello spazio di 10 minuti, stabiliti dal regolamento per ottenere il brevetto di motoscalatore. Il tempo migliore è stato di 4’ 50” realizzato da Colnago su Gilera 125. Tra i partecipanti del nostro moto club il tempo migliore è stato ottenuto da Dario Varzino in  5’ 10”.

Verso il mezzogiorno la gente che ritornava a casa per il desinare aveva ancora nelle orecchie l’assordante rumore dei motori, ma già parlava della gimkana che si sarebbe svolta al pomeriggio, e i soliti ben informati ragguagliavano gli amici sulla presenza del conte Raimondo di Sambuy, campione italiano di motocross e tra i primi classificati nei campionati mondiali. Così sotto uno smagliante sole di mezz’agosto che faceva luccicare le facce sudate degli spettatori e le parti cromate delle motociclette, si è iniziata al pomeriggio la gimkana.

Su un percorso accidentato e difficilissimo si sono esibiti i focosi centauri con ottimi risultati. Strade impraticabili sono state percorse con relativa facilità dai 12 partecipanti a questa gara, sì da far scrivere ad un giornalista che ormai in montagna la motocicletta va meglio di un mulo. E chi ha visto la gara di Valperga lo può affermare con tutta tranquillità. Luigi Ostellino su Guzzi 75 fino a metà gara sembrava detenere il primato avendo compiuto il percorso di quasi 2 chilometri in 3’ 35”, poi Beppe Cavallero è balzato in testa alla classifica con il tempo di 3’30”, e Cesaro ha guadagnato il secondo posto superando Ostellino per soli 2/10, e forse avrebbe fatto crollare anche il tempo di Cavallero se proprio a 50 metri dall’arrivo, nell’ultima curva non fosse caduto.

Per chiudere in bellezza la già riuscitissima manifestazione si sono avute alcune esibizioni spettacolari, da circo equestre. Salti nel vuoto da pedane alte un metro e trenta e distanti 5 metri, per non parlare poi delle fantastiche ed indescrivibili acrobazie del conte di Sambuy che scorazzava in moto per prati e per vigneti con la stessa sicurezza con cui qualsiasi mortale farebbe una breve passeggiata pomeridiana. E se non fosse sopraggiunta la pioggia si sarebbe potuto ancora ammirare il salto attraverso il cerchio di fuoco. Gli organizzatori e il pubblico, nonostante l’acquazzone finale che ha posto necessariamente termine alla manifestazione, sono rimasti nel complesso soddisfatti per il felice esito di questa prima giornata del moto cross canavesano. Anche nel Canavese si incomincia così a far conoscere e far apprezzare questo sport per il quale è necessario avere oltre a molto coraggio spiccate doti di acrobata e sopra tutto nervi saldi».

Prove più o meno ufficiali iniziavano già alcune settimane prima dell’evento: si scatenava l’emulazione, per cui il percorso veniva provato con risultati non sempre brillanti da persone con i mezzi più disparati, dalla bicicletta alla moto di ultima generazione. Il percorso della gimkana interessava tratti con differenti tipi di fondo e difficoltà: sentieri erbosi, tratti con sterrato/roccia (sentieri in disuso nella zona del Roch del castello), stradine a forte pendenza con acciottolato (Rivetta e Rivassa), letto del ritano Marquera, campo con tracciato complesso nel pianoro del Tep, ostacoli come dune, pedane e strettoie in larghezza o altezza. Centinaia di balle di paglia venivano disposte sul percorso a protezione dei piloti e del pubblico. Nel periodo della manifestazione funzionava a pieno ritmo il ristorante Tripoli per la presenza di molti motociclisti, team tecnici, giornalisti, appassionati, curiosi. 

Nel 1954 si ripete la manifestazione motociclistica; la motoscalata a Valperga Belmonte e la gimkana-cross sono entrambe vinte dal corridore torinese Aldo Cesaro. L’edizione del 1955 vede un eccezionale numero di partecipanti alla motoscalata Valperga Belmonte (35 iscritti), è vincitore Piero Coscia su Ceccato col tempo di 4’ 55”. La gimkana-cross si svolge su un percorso che include il parco ovest del castello gentilmente concesso dalla Sig.ra Contessa De Seigneux; è vinta da Aldo Cesaro su Mi.Val. In questa difficile gara si cimentano per la prima volta due concorrenti di Cuorgnè, Giuseppe Bertot e Carlo Sandrono, che ottengono il 9° e l’11° posto. Ospite d’onore è il Sig. Ollearo, delegato provinciale dell’Unione Motociclistica; per la parte spettacolare conclusiva sono ospiti Ostorero e Cavallero. Nel 1956, visti i risultati soddisfacenti degli anni precedenti, il Moto Club realizza ancora la tradizionale giornata motocrossistica grazie all’attivo e infaticabile nuovo Presidente del Moto Club, don Bernardino Scanavino.

Gli organizzatori individuano «un posto nuovo ove effettuare la gimkana per poter offrire uno spettacolo completamente variato agli appassionati spettatori e per arrecare la minore molestia possibile agli abitanti»; infatti la manifestazione si svolge nel parco nord del castello. Anche le partenze della motoscalata sono effettuate dalla strada comunale che attraversa il parco del castello. Per la motoscalata Valperga Belmonte si iscrivono 27 concorrenti. Il miglior tempo sul percorso Valperga Belmonte è realizzato da Cesare Gay su moto Beta. Partecipano alla gimkana-cross del pomeriggio 23 concorrenti, tra questi i migliori motocrossisti piemontesi, quali i fratelli Gay, Cesaro, Bongiovanni, Moretti, ecc. Vincitore della gimkana-cross è Cesare Gay con il tempo di  4’ 11”.

«[…] La manifestazione che si è svolta con un tempo meraviglioso ha avuto grandi consensi. Al presidente, ai dirigenti e a tutti coloro che si sono prestati per la realizzazione di questo spettacolo sempre nuovo deve andare la nostra ammirazione per aver saputo portare a termine con lodevole precisione tale manifestazione, nonostante l’incomprensione di taluni».

Sono queste incomprensioni interne ed esterne al Moto Club e qualche problema organizzativo-finanziario a chiudere precocemente la serie delle giornate del motocross a Valperga, evento pionieristico in terra canavesana. Il Moto Club porterà avanti fino agli anni Sessanta attività sociali meno impegnative e organizzerà ancora qualche gara a carattere locale. Nel frattempo il motocross ad alto livello è cresciuto, si sono moltiplicate le manifestazioni su campi dedicati, da quello vicino di Lombardore a quelli più lontani di Avigliana, Busca, Ciglione della Malpensa, Imola, Maggiora, per citarne alcuni. Sono gli anni d’oro di Piero Coscia, Emilio Ostorero, Lanfranco Angelini, Canzio Tosi, Jeff Smith, Sten Lundin, e Giuseppe Cavallero. Ma questa è un’altra storia.

Fonti

Siti Web sul moto cross e affini – Archivio Storico «La Stampa» di Torino – Serie di Bollettini parrocchiali di Valperga – Racconti di testimoni dell’epoca – Ricordi personali dell’infanzia.

Ringrazio in particolare per le notizie fornite: Eraldo Regis, Alberto Vallero, Mirella Vallero, Iole Quinzio,

Ezio Fornengo.

Le fotografie sono state cortesemente messe a disposizione da Eraldo Regis, Celestina Enrietto e Claudio Pomatto.

Piero Vacca Cavalotto

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