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VALLI DI LANZO. Addio Mimmo Ciccaldo, ci mancherai

Ciao Mimmo, ci mancherai.

Se n’è andato per sempre, nella serata di mercoledì 28 febbraio, Domenico Ciccaldo, consigliere d’opposizione di stampo socialista, presidente della sede CNA di Ciriè-Valli di Lanzo e dirigente a livello torinese, ex presidente della Pro Loco. “L’amico di tutti”, lo definisce chi ha anche solo un ricordo di lui.

Domenico, per tutti Mimmo,

nasce l’1 gennaio del 1947 a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria. Dopo gli studi di avviamento al sud e i primi lavori da meccanico, Mimmo prende la valigia e si dirige a Torino, dove vive in convitto. È il 5 maggio del 1963. Successivamente lo raggiungono i due fratelli, la sorella e la madre. Sono i tempi in cui, ai meridionali al Nord, è preclusa ogni cosa. I cartelli appesi alle case lo dicono chiaramente: “Non si affitta ai meridionali”. Eppure, per fortuna, Mimmo trova un piccolo alloggio in affitto dove poter vivere.  Passano 2 anni. Nel 1965 il padre, guardia carceraria, chiede il trasferimento dalla Calabria a Lanzo. “Mio nonno – racconta la figlia Mary, commerciante lanzese – decide di lasciare la casa e gli uliveti al sud, insomma una situazione di tranquillità, per ricongiungere la famiglia”. 

Mimmo continua a lavorare da meccanico, poi in ditta, e nel 1972 apre la propria officina meccanica, che tiene in piedi per circa 30 anni, fino al 2004. Quindi il distributore, poi la pensione, qualche anno fa.

In tutti questi anni tira su una famiglia sposandosi con Mara Feroglia. Dal matrimonio nasceranno Mary e Diego. E i figli di Diego, cioè Mattia, Marta e Sofia, con cui Mimmo aveva un grande legame.

Ma non ci sono solo il lavoro e la famiglia nella vita di Ciccaldo, lui che entra di diritto nel tessuto associativo lanzese. Dal 1986 al 1997, infatti, ricopre la carica di presidente della Pro Loco. Negli ultimi tempi, poi, aderisce al Centro Studi Sentieri.

E c’è la politica. Storico socialista, Mimmo scende in campo per portare le battaglie dei suoi concittadini in consiglio comunale. Dal 1997 fino ad oggi sta in minoranza.

E come dimenticare l’impegno nella CNA di Torino, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, da presidente storico della sede di Ciriè-Valli di Lanzo e dirigente torinese. 

Insomma una vita piena, una vita vissuta sotto ogni aspetto.

Eppure il 28 febbraio del 2017 il dramma. Mimmo dopo un malore scopre di avere la leucemia mieloide acuta. Dopo il ciclo di chemioterapia, però, la malattia sembra passata. Fino alla ricaduta che lo porta via, velocemente, tristemente.

Ha combattuto fino alla fine – sottolinea la figlia -. Non si è mai arreso, ma la malattia è stata più forte di lui”.

Venerdì sera il rosario, sabato il funerale, nella chiesa parrocchiale, con una marea di gente a dargli l’ultimo saluto. 

Papà aveva una parola buona per tutti, era una persona solare, socievole, sempre attiva per il prossimo, disponibile, battagliera per il più debole, soprattutto in politica – lo ricorda Mary -. Ha amato tanto Lanzo, come fosse il suo paese d’origine”. E poi, un ricordo più personale. “È stato un padre presente, ci ha insegnato i valori, la correttezza, l’onestà, la chiarezza – prosegue -. È sempre stato diplomatico. Quando discutevamo e avevamo un’opinione diversa, io gli dicevo che era troppo buono, che non vedeva il lato negativo delle persone. Lui mi rispondeva di non preoccuparmi, di lasciare stare. Cercava sempre di vedere il lato positivo delle cose, anche quando non c’era. Era un buono. Vedendo le tantissime persone che hanno partecipato a rosario e funerale, abbiamo capito veramente quanto mio padre ha fatto per le persone. In tanti sono venuti a ringraziarci, sono sicura che la memoria di lui non andrà persa”.

Tra i tanti che gli hanno voluto bene, la “collega” consigliera comunale di “Insieme per Lanzo”, Federica Nicola.

Sono molto riconoscente a Mimmo Ciccaldo – ci dice -. È un uomo che mi ha sempre dato moltissimo. Mi è stato vicino, mi ha spinto lui a candidarmi a sindaco alle elezioni ed è stata una bellissima esperienza, al di là del risultato. Mimmo è stato un uomo corretto, generoso, retto, altruista. Si è sempre speso per gli altri, non l’ho mai sentito parlare male di nessuno, il che è una cosa rarissima. Se aveva critiche, le esprimeva in modo diretto e corretto. Era tutto questo, semplicemente, e ha lasciato un vuoto enorme. Mi ricorderò sempre quando è mancato mio padre, a novembre 2016. Mimmo era entrato in ospedale tra i primi, se n’era andato tra gli ultimi. Gli volevo molto bene, come tutti. Un grande amico, persona di valore che lavorava per gli altri. Amava la politica ma non gli interessava il risultato, gli importava solo fare il meglio per la comunità. Purtroppo non mi sono resa conto di quanto fosse grave la situazione. Ho sentito Mimmo qualche giorno fa, ci chiamavamo e scrivevamo messaggi in occasione degli ultimi consigli comunali a cui non ha potuto partecipare per la malattia. Su di lui potevo sempre contare, per qualsiasi cosa. La politica è stata solo il completamento della nostra amicizia. Mi ricorderò di quando lo incontravo per strada, con due parole mi metteva di buon umore, era un ottimista. Mi mancherà”.

E poi il ricordo del sindaco Tina Assalto, durante il funerale. “Ha svolto il suo compito con convinzione, determinazione e grande correttezza – l’ha ricordato -.  Le sue battaglie in consiglio si inspiravano comunque a criteri di giustizia e di tutela per i lanzesi, con particolare attenzione nei confronti dell’artigianato, in profonda sofferenza e suo settore di competenza. Battaglie per le quali talvolta si infervorava, sostenendo con forza le sue posizoni, senza mai trascendere, però, la correttezza di una normale dialettica politico amministrativa. C’era un rispetto dei reciproci ruoli che non è mai venuto meno, e che non lo induceva ad assumere posizioni rigide preconcette, ma che lo portavano piuttosto ad atteggiamenti di confronto costruttivo. È stato un “avversario”, se così si può definire chi sta nei banchi della minoranza, leale e diretto. Non ci siamo mai dati del tu, Mimmo Ciccaldo, ma ora mi permetto di salutarti come un amico di cui sentirò, sentiremo la mancanza. Ci sarà un vuoto in consiglio ma, insieme con i miei, credo di poterti fare una promessa: continueremo a guardare con la dovuta attenzione e la giusta sensibilità alle categorie in sofferenza, ai piccoli artigiani, come hai sempre voluto tu. Ti ricorderemo con affetto, simpatia e stima”.

Al funerale commovente anche la lettera letta dal nipote Mattia.

Ci tiene a salutarlo per l’ultima volta anche Paolo Alberti, segretario CNA torinese.

Mi ricorderò sempre – ci dice – la sua presenza alle manifestazioni con le due bandiere della CNA, la nuova azzurra e la storica verde degli anni ‘70 e ‘80. Riusciva a trasmettere a tutti un forte senso di appartenenza e legame, si sentiva veramente parte integrante dell’associazione, anche nell’ultimo periodo della malattia continuava, quando poteva, ad essere presente. E quando non poteva, si premurava sempre di telefonarci o di farci telefonare dai suoi famigliari per comunicarsi la sua assenza. E già questo dà un senso della persona, dell’attenzione e del rispetto per gli organismi dirigenti di cui lui faceva parte. Io ricevevo continue chiamate da lui: “Segretario come va?”.  Mi mancheranno molto. Gli rispondevo in piemontese, lui cercava le parole nel suo piemontese misto col calabrese e ci divertivamo. C’era un rapporto molto umano tra noi, molto diretto. E poi non posso dimenticare la sua continua attenzione verso le problematiche degli artigiani più in difficoltà, che ha sempre cercato di non lasciare soli. Sentiva i loro problemi come fossero suoi. Questo era Domenico Ciccaldo”.

Al suo posto, in consiglio, siederà Rossana Bazzano, seconda esclusa (la prima esclusa, Mirella Mantini, è nel frattempo diventata sindaco a Germagnano).

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Blogger: Manuel Giacometto

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