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VALLI DI LANZO. In montagna, senza internet, la crisi economica è più forte

Nei Comuni montani, dove regna il “digital divide” e la banda larga è ancora solo un sogno, la crisi economica è più forte.  Lo dimostrano i dati di Eolo, operatore principale del settore delle telecomunicazioni, specializzato nel dare internet senza fili nei piccoli Comuni, con il quale Uncem ha stretto un accordo tre mesi fa. Una ricerca commissionata da Eolo e fatta da Università di Padova mette in luce come negli ultimi anni il Piemonte stia attraversando un periodo di contrazione economica per quanto riguarda le piccole e medie imprese. Nei Comuni coperti oggi da banda ultralarga le piccole unità produttive del settore industriale sono calate del -3,5% e gli addetti impiegati diminuiti del -1,8%. Dati che però si aggravano nelle ‘aree bianche’, quelli dove il divario digitale è più forte proprio perché si naviga lentamente, arrivando a -5,7% e -4,6%. Anche il Made in Italy tradizionale (moda, arredamento e cibo) qui soffre particolarmente, registrando un calo del -9,5% degli occupati.  Sono dati drammatici. L’assenza della banda larga inficia clamorosamente lo sviluppo economico della montagna.  Tocca turisti, acquisti on line, servizi della pubblica amministrazione, cloud per imprese ed enti locali, sistemi informativi non accessibili, impossibilità di fare telemedicina. Riguarda società, economia, pubblica amministrazione. Imprese, associazioni e Comuni.

I Comuni delle “aree bianche” del Piemonte, compresi totalmente o parzialmente negli interventi che Open Fiber sta facendo per dotare tutte le abitazioni di banda ultralarga, sono 1.024 per oltre 1,2 milioni di abitanti. Il 28% delle strutture turistico-alberghiere e il 25% dei posti letto è situata in questi territori. La ricerca Eolo-Università di Padova ha analizzato anche le cause economico sociali dello spopolamento che caratterizza i piccoli comuni e l’impatto di questo fenomeno sull’economia del Paese. I dati evidenziano l’emergenza silenziosa che coinvolge il 42,3% degli italiani, pronto a lasciare il proprio paese alla ricerca di maggiori opportunità economiche e lavorative (83%), servizi di livello europeo per il tempo libero e i consumi (79%) e migliore connettività e accessibilità a internet, importante per il 64,4% degli intervistati (16,3 milioni di adulti). Anche il Piemonte è colpito dal fenomeno dello spopolamento: se nei comuni coperti la popolazione registra un +1,1%, nelle aree bianche il segno è opposto, con un -1,7%.

Il patto fatto da Uncem con Eolo vuole ridurre gap di sviluppo e sperequazioni, emergenza del Piemonte e di tutta l’italia. “Lo spopolamento è un’emergenza nazionale silenziosa, che crea gravi danni all’economia e alla cultura del nostro Paese e lo speed divide è una delle cause principali – afferma Luca Spada, Presidente e Fondatore di Eolo – Tutto il paese risente di questo forte freno alla competitività. Dobbiamo promuovere il know how italiano, dobbiamo fornire gli strumenti ai nostri imprenditori per competere a livello globale e dobbiamo rendere più accessibile la grande bellezza che i nostri territori possono offrire. L’adeguato accesso a internet è il prerequisito necessario sia per poter proiettare tutto il paese nel futuro, sia per essere sempre più capaci di attrarre investimenti stranieri”. Eolo ha da poco lanciato il progetto benefico “Missione Comune” attraverso il quale donerà 1 milione di euro all’anno per tre anni a 300 piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti in Italia, selezionati attraverso una piattaforma partecipativa, con l’intento di bloccare il fenomeno dello spopolamento, valorizzando queste realtà accompagnandole nel percorso di digitalizzazione. Nei primi due mesi, la piattaforma ha già registrato oltre 1 milione di voti.

La ricerca di Eolo, tutti i dati ci presentano una situazione grave sulla quale bisogna intervenire senza perdere ulteriore tempo – sottolineano Marco Bussone e Lido Riba, Presidenti Uncem nazionale e regionale – L’accordo fatto con Eolo vuole agevolare gli Enti locali in un percorso virtuoso, immediato, che anticipa l’attuazione del Piano banda ultralarga ed è già conforme ad esso, è a prova di futuro. Abbiamo un grande lavoro da fare su tutti i tavoli, regionali e nazionali, per accelerare l’arrivo della Bul, oggi in forte ritardo. Eolo e la ricerca confermano le nostre preoccupazioni e anche l’appello continuo alla politica e alle istituzioni. Agire sulla riduzione del divario digitale è decisivo per la competitività dei territori montani alpini e appenninici”.

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