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Lanzo Villa Ida
Villa Ida a Lanzo

VALLI DI LANZO. Coronavirus, grande aumento dei casi dopo i tamponi in case di riposo e di cura

Aumento vertiginoso dei casi di Coronavirus in alcuni Comuni delle Valli di Lanzo. Sono 96 i positivi domiciliati a Lanzo, 89 a Corio, 27 a Chialamberto. I numeri in crescita sono legati principalmente ai tamponi effettuati nelle case di riposo e nelle case di cura dei tre Comuni.  Partiamo da Lanzo, con 96 positivi domiciliati (38 i residenti). Nella Rsa – Collegio San Filippo Neri – ad oggi non ci sono stati contagi. «Forse grazie all’aiuto di don Bosco e della Madonna» fa eco il sindaco Tina Assalto. Sono invece numerosi i positivi al Covid nella casa di cura Villa Ida, assimilabile ad un presidio ospedaliero e pertanto dotata di personale medico ed infermieristico.

Sono circa 25 gli operatori sanitari positivi (su 140). Mentre tra i ricoverati hanno preso il Covid una trentina di persone. La struttura in situazioni normali ricovera circa 130 persone, in arrivo dagli ospedali torinesi. Ma in questa fase di emergenza, da un mese a questa parte, si è deciso di non ricevere più pazienti. Sono quindi al momento una sessantina. La decisione di “chiudere” ai nuovi arrivi l’ha presa la direzione sanitaria d’accordo con la proprietà, per evitare che la situazione potesse degenerare.

«Quando abbiamo avuto il primo caso di un paziente positivo abbiamo adottato precauzioni estreme – spiega Mario Lombardo, direttore sanitario -.  Dopo aver chiuso i ricoveri abbiamo chiesto subito i tamponi, purtroppo abbiamo dovuto aspettare quasi un mese e sono arrivati solo pochi giorni fa. Avessimo avuto prima questa possibilità avremmo potuto isolare i portatori asintomatici».

I pazienti sono trattati a Villa Ida, che come detto è assimilabile a presidio ospedaliero con personale medico e infermieristico. Quando è necessario, la direzione si rivolge alle strutture ospedaliere torinesi.

«Villa Ida si è ridotta per fare un isolamento adeguato, i ricoveri sono più che dimezzati, adesso abbiamo praticamente una stanza per ogni paziente c- prosegue Lombardo -.  Per tornare alla normalità sarà necessario avere un protocollo di sicurezza adeguato».

I tamponi non arrivavano ma la struttura aveva già preso per tempo tutti i provvedimenti per evitare il contagio, tra dispositivi di protezione personale e mascherine. Purtroppo non è bastato, così come successo in molte altre strutture di questo tipo. Il virus, d’altronde, è qualcosa di ancora sconosciuto. «Le famiglie hanno compreso il problema, tutti i giorni siamo in contatto in linea diretta con loro» conclude Lombardo.

Sono aumentati di molto anche i numeri dei positivi al Covid domiciliati a Corio. Sono 89 (58 i  residenti). Ci sono anche i primi due guariti. Alla Casa di Riposo del paese – Massa De Regibus – sono circa 45 i contagiati dal Coronavirus tra operatori sanitari e degenti.

Infine Chialamberto, dove i domiciliati positivi al Covid-19 sono 27. Nella casa di riposo San Giuseppe i contagiati sono 17 tra pazienti e 6 tra gli operatori (in totale sono una sessantina le persone che gravitano sulla struttura). Ci sono anche stati 4 decessi per Covid.  Il 30 aprile la Regione tornerà a Chialamberto per rifare i tamponi, come da prassi, dopo 15 giorni.

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Blogger: Manuel Giacometto

Manuel Giacometto
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2 Commenti

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    A Villa Ida quando hanno avuto il primo caso positivo hanno fatto attenzione a non divulgare la notizia, ad insabbiare il problema, a non avvisare i parenti degli altri pazienti ricoverati. Mia nonna era ricoverata lì dal 9 marzo (data dalla quale ci hanno impedito di vederla se non con qualche sporadica videochiamata) e lì ha contratto il virus. Il 13 aprile l’hanno portata all’ospedale di Ciriè con febbre e difficoltà respiratorie (a noi familiari non era stato detto nulla), il 14 ha avuto l’esito positivo del tampone, il 17 è deceduta per coronavirus. Penso che in questa mala gestione si configurino diversi reati, tra i quali il più grave credo sia l’omicidio colposo.

    • Avatar

      Ciao mia madre è stata lì ad ottobre per la riabilitazione del ginocchio. Devo dire che a parte la fisioterapia si sono dimostrati incompetenti. Hanno dato un purgante a mia madre e dopo dieci giorni che mia madre vomitava e aveva continui scariche di diarrea, ovviamente loro non si sono mai accorti di nulla. Sono stato costretto a firmare le dimissioni volontarie e portare mia madre al pronto soccorso del Maria Vittoria dove è rimasta per una settimana. Avrei voluto denunciarli , quindi mi aspettavo che avrebbero fatto schifo ancora di più con il covid. Auguro che anche i loro familiari trovino gente come loro a ” curarli “

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