Home / Dai Comuni / VALLE SOANA. Case rurali, rischio salasso
valmaggia
valmaggia

VALLE SOANA. Case rurali, rischio salasso

L’Assessore regionale Alberto Valmaggia ha risposto, la scorsa settimana ad una interrogazione del consigliere Antonio Ferrentino (Pd) sulle procedure di accatastamento dei fabbricati rurali al catasto urbano, introdotta dal Decreto Salva Italia.

Negli ultimi mesi, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha inviato centinaia di migliaia di lettere (150 mila soltanto in Piemonte) contenenti avvisi per regolarizzare i fabbricati rurali ancora iscritti al Catasto terreni e non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano, ma la casistica è vastissima, variegata e complessa e il continuo evolvere della normativa non agevola le operazioni di variazione catastale.

La delicatezza della situazione è stata, peraltro, rimarcata da numerose segnalazioni di Comuni, soprattutto montani, relative alle complessità e ai costi conseguenti alle richieste di accatastamento di immobili rurali. Il rischio concreto è che molti non dichiarino il bene, altri decidano di rimuovere parti o interi edifici o possano sbagliare dichiarazione.

“Come sollecitato da Uncem ed Enti Locali – ha sottolineato Ferrentino – è necessario e urgente che venga approvata la legge nazionale di riforma del Catasto che dovrà prevedere un opportuno riequilibrio del prelievo ottenuto con l’aggiornamento dei valori che vengono allineati con quelli di mercato…”.

Con questa revisione, nelle aree montane e rurali molti cittadini pagherebbero, infatti, cifre inferiori rispetto alle imposte attuali.

Inoltre – continua Ferrentinola riforma dovrebbe considerare il tema dell’accatastamento in una più ampia visione dell’immenso patrimonio edilizio, storico e prezioso, ma spesso in stato di abbandono, costituito dai borghi alpini. La riforma, infine, dovrebbe mirare a consentire di inquadrare con un nuovo ruolo i Comuni e le Unioni, con conseguenze importanti positive anche sulla fiscalità locale…”.

L’Assessore Valmaggia ha precisato che la questione generale è attinente la materia fiscale sulla quale lo Stato ha competenza legislativa esclusiva e, pertanto, la vicenda è lontana dalla portata di possibili interventi delle Regioni. Tuttavia, per quanto concerne i fabbricati ex rurali il cui accatastamento non ha giustificazione concreta, trattandosi di veri e propri “ruderi”, è possibile cercare di concordare rapide procedure di cancellazione dal Catasto dei Terreni. Tali eventuali accordi potranno essere oggetto di discussione nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni.

Sulla questione si è mossa anche Forza Italia con un ordine del giorno del  capogruppo Gilberto Pichetto.

“Il Governo Gentiloni – dice – é sempre alla ricerca di nuove tasse per far quadrare i conti dello Stato. L’idea però di invitare i proprietari di fabbricati rurali ancora censiti al Catasto dei Terreni di iscriverli al Catasto dei Fabbricati é veramente inopportuna e masochista. La richiesta dell’Agenzia delle Entrate rischia inoltre che molti proprietari scelgano di demolire i fabbricati fatiscenti o rimuovere i tetti, fatti in pietra e lose e che costituiscono un patrimonio paesaggistico centrale nell’economia montana italiana, pur di non sostenere le spese per il passaggio al Catasto dei Fabbricati e alla tassazione conseguente all’accatastamento…”.

Ed è vero che le vallate piemontesi contano su un importante patrimonio costituito da baite, poco più che ruderi dal punto di vista immobiliare ma caratteristiche dal punto di vista paesaggistico e che molti proprietari ne possiedono più di una. Difficile immaginare il costo che si dovrebbero sostenere per rispettareo la legge? “Rischiamo di vedere interi villaggi alpini abbattuti per evitare di pagare il conto salatissimo servito dall’Agenzia delle Entrate e dal Governo – alza il tono Pichetto –  Proprio per tali ragioni è necessario che la Regione apra un confronto urgente con il Governo per domandare una riforma urgente del Catasto che preveda l’aggiornamento dei valori catastali e il relativo riallineamento rispetto ai valori di mercato dei fabbricati siti nelle aree marginali”.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

ELISOCCORSO

BROSSO. Si ferisce tagliando la legna, 60enne grave

Un uomo di 60 anni è rimasto ferito gravemente, oggi pomeriggio, a Brosso, in Valchiusella. …

Nuovo ospedale. E perché non l’area ex Pininfarina o gli ex Studios di Telecittà a San Giusto?

“Mi chiedo perchè non l’ex polo Olivetti di Scarmagno che è di circa novanta mila …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *