Home / In provincia di Torino / VALLE ORCO. Spenti anche gli ultimi focolai

VALLE ORCO. Spenti anche gli ultimi focolai

Le montagne della Valle Orco hanno smesso di bruciare: quindici giorni dopo l’inizio degli incendi nei territori di Ribordone, Locana e Sparone, anche gli ultimi focolai (ancora a fine settimana ce n’era qualcuno sotto controllo) sono stati spenti. Restava viva la sorveglianza: non è cosa di tutti i giorni incrociare ben due auto dei carabinieri nei dieci minuti necessari per recarsi da Sparone a Ribordone e dava un senso di sicurezza. Poi è arrivata la pioggia a concludere  l’opera di vigili del fuoco  e volontari degli A.I.B.

Il loro impegno ha infine avuto ragione delle fiamme: un impegno pesante, per le squadre locali e per quelle arrivate da altre province (magari dopo aver prestato la loro opera nell’inferno della Val Susa), che avrebbe potuto dare risultati migliori  e più rapidi se adeguatamente sostenuto dai mezzi aerei, capaci di arrivare dove quelli di terra non riescono  a giungere.  Amministratori e dipendenti comunali possono finalmente tornare  a ritmi di lavoro normali: anche se non coinvolti nelle operazioni di spegnimento, gli impiegati hanno sopportato turni pesanti per garantire l’apertura continua degli uffici e gli amministratori (di maggioranza e di minoranza) hanno dedicato ogni energia a seguire l’evolversi della situazione ed a confrontarsi con le forze di soccorso per assumere le decisioni migliori. I Centri Operativi Comunali, che erano stati aperti nel pieno dell’emergenza (già il 22 ottobre a Ribordone, il 27  a Sparone e Locana) sono stati chiusi dopo aver funzionato a pieno ritmo.

Restano in vigore le ordinanze emesse dai sindaci che vietano, nei territori interessati dagli incendi, la caccia, la raccolta dei funghi e le escursioni turistiche. A Sparone quello riguardante la caccia era stato stabilito venerdì 27 ottobre a tempo indeterminato. Nel medesimo giorno entrava in vigore a Ribordone il divieto di caccia, raccolta funghi ed escursioni turistiche fino allaconclusione delle attività di spegnimento. Provvedimento analogo a Locana sabato 28 ma con scadenza dopo pochi giorni (il 1 novembre); è stato poi  prorogato fino al giorno 6. Nel frattempo, però, la sospensione dell’attità venatoria è stata decretata dalla Regione: la giunta ha stabilito che non si potrà cacciare fino al 30 novembre nei territori interessati dagli incendi e fino al 10 in quelli confinanti.

A Sparone

Nel tardo pomeriggio di sabato scorso, passando davanti al palazzo comunale di Sparone, veniva spontaneo tirare un sospiro di sollievo vedendolo chiuso: per otto giorni era rimasto illuminato 24 ore su 24. L’emergenza era stata dichiarata conclusa dal sindaco Anna Bonino la sera precedente, quella di venerdì 3 novembre dopo il “breafing” delle 18 ed il Centro Operativo Comunale aveva smesso di operare a partire dalle 22. “Rilevato che l’incendio, dopo la fase di massima intensità ed estensione, da un paio di giorni è in progressiva regressione e che in tutta l’ultima giornata non si sono registrati episodi di riaccensione, quali viceversa permangono, seppur in misura ridotta ed in quota, sui comuni di Ribordone e Locana” il sindaco stabiliva che dalle 20 si sarebbe interrotto il presidio fisso dei Vigili del Fuoco: sarebbero rimasti attivi un presidio mobile, alcune squadre AIB locali ed una  pattuglia dei carabinieri per il monitoraggio del territorio Sparone- Locana- Ribordone. La Croce Rossa avrebbe fatto rientrare l’ambulanza “rimasta sempre presente nella settimana trascorsa, mantenendo tuttavia nella notte il servizio-auto  di supporto alle pattuglie impegnate”. 

A Locana

A Locana lo stato di emergenza è proseguito, almeno ufficialmente, fino alle 12 di domenica 5 novembre. “Rilevato che la situazione, dopo giorni di preoccupazione e pericolo, non  richiede più il monitoraggio incessante resosi finora necessario in quanto dalla serata del 4 novembre 2017 sono  iniziate le piogge su tutto il territorio comunale”-  il sindaco Giovanni Bruno Mattiet ha chiuso il Centro Operativo Comunale con un’ordinanza subito pubblicata sull’albo pretorio on-line. Altri provvedimenti che indicavano un miglioramento della situazione li aveva tuttavia già presi nei giorni precedenti: come la revoca, venerdì 3 novembre, dell’ordinanza con la quale, otto giorni prima, aveva vietato il consumo dell’acqua proveniente dall’acquedotto nelle frazioni Gascheria e Boschietto (parte bassa verso Gascheria). L’incendio aveva infatti danneggiato la condotta addutrice: i risultati delle analisi effettuate dalla SMAT hanno poi fortunatamente rivelato che i valori erano nella  norma.

A Ribordone

A Ribordone ancora fiamme per buona parte della scorsa settimana. La sera di domenica 29 ottobre il sindaco Guido Bellardo Gioli  aveva avvertito: “Il fuoco minaccia la Provinciale  ed occorre impedire che l’attraversi altrimenti sarà a rischio la Valle Soana”. Chi si è recato lassù nella giornata di lunedì 30 riferiva di vari focolai a ridosso del torrente Ribordone (che peraltro è in secca) nella parte bassa della vallata e di aria irrespirabile nella sua parte alta, dove mercoledì 1 novembre è  scoppiato un nuovo incendio: questa volta però gli interventi sono stati adeguati. Se gli aerei e gli elicotteri, che per tutta la settimana hanno lavorato intensamente nelle zone colpite, fossero stati mandati lì una settimana prima, le cose sarebbero potute andare diversamente.

Sabato 4 novembre all’imbrunire è arrivata la pioggia ma già prima di focolai non se ne vedevano più, fermo restando che la visibilità era scarsa per via della nuvolosità del cielo e della foschia.  Percorrendo la Provinciale in direzione del capoluogo quel che si poteva notare erano il suolo annerito ed i tronchi degli alberi scuri sui bordi del torrente, nel tratto in cui questo scorre incassato in una gola. Nella parte iniziale della Provinciale, ancora in territorio di Sparone, dove è la strada che sale lungo i fianchi della montagna interessata dal fuoco, sulla destra orografica del corso d’acqua, la cenere arrivava invece a toccare l’asfalto. Quanto vaste siano state le aree toccate dall’incendio, chi non era presente in loco in quei giorni drammatici lo potrà vedere soltanto allorché l’orizzonte si sarà schiarito.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

SAN MAURO. Trasporti: Bus Company inaugura hub

Bus Company, operatore del trasporto pubblico regionale, che gestisce alcune tratte internazionali attraverso la piattaforma …

RIVAROLO. Ferrovie: Canavesana; Maccanti, subito a Trenitalia

“Basta disagi sulla Canavesana, si faccia subito il passaggio della gestione da Gtt a Trenitalia …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *