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VALLE ORCO E SOANA. Il voto nei piccoli comuni

Quando si analizza il voto dei piccoli comuni  occorre sempre tener presente che, facendo riferimento alle percentuali, si può rischiare di smarrire la percezione dei numeri reali, spesso di importanza irrisoria nel contesto generale. Nei centri più piccoli prendere il  5 per cento vuol dire a volte che si sono ottenuti 5 voti; in altri casi si arriva al 2% con un  voto solo. Basta che un candidato di una lista minore abbia due o tre conoscenti in paese perché le percentuali del suo partito lievitino, scompaginando i risultati complessivi.

Ci si potrebbe  pertanto chiedere a cosa serva perdere tempo e farne perdere  ai lettori per analizzare  cifre insignificanti. E’ un modo di pensare che hanno in tanti, in particolare i dirigenti dei partiti di sinistra e centro-sinistra. Un po’ perché partono dal presupposto che gli abitanti dei paesini siano per loro natura conservatori ed impermeabili ai messaggi che arrivano da quella parte dello schieramento politico. Un po’ per meri calcoli elettoralistici: un quartiere di una grande città – si ripete spesso – ha molti più elettori di intere vallate. Tant’è vero che i problemi e le necessità della montagna sono stati molto trascurati in passato e che nei piccoli centri gli amministratori degli enti superiori non puntavano nemmeno piede. Oggi c’è apparentemente più attenzione  ma spesso manca la sostanza: ci si reca in questo o quel paesino per i convegni, le cerimonie, le inaugurazioni ma senza approfondire la conoscenza dei luoghi  e di quanti ci vivono e senza dismettere l’atteggiamento un po’ supponente di chi guarda dall’alto in basso i “provinciali”.

Come sempre accade, le persone più colte e sicure di sé a questi atteggiamenti magari non fanno caso ma coloro che si sentono più fragili e più vulnerabili ne risentono e si rifugiano in un rassicurante campanilismo. Se la Lega Nord (ora semplicemente Lega) ed i vari movimenti identitari ottengono tanto successo nelle località minori è anche per questo. Parlando lo stesso linguaggio delle persone culturalmente più fragili e facendosi portavoce anche delle istanze più retrive, sono risultati credibili e via via hanno allargato i propri simpatizzanti fino a conquistare il favore di  intere comunità e di strati sociali tutt’altro che incolti e che economicamente deboli.  A ben guardare, i piccoli numeri possono diventare grandi.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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