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MARCO BUSSONE UNCEM

VALCHIUSELLA. Uncem: ecco le ricadute del taglio dei parlamentari sulle comunità montane

Da mesi si batte contro il taglio ai parlamentari, ed ora che la riforma è stata approvata  non può non dire la sua. Marco Bussone, presidente dell’Uncem, l’Unione delle comunità montane, è un fiume in piena:

E’ un problema di rappresentanza. I territori decentrati, le aree rurali, le comunità montane, già venivano rappresentati meno dei grandi centri, delle metropoli. Ora, con il taglio dei parlamentari, la situazione non può che peggiorare”. L’Uncem, però, non resta a guardare, la sua proposta ce l’ha già, bella e pronta: “In passato abbiamo presentato una proposta che guarda alla revisione dei collegi regionali sulla base di compensazioni territoriali. Così come sono disegnati ora,  e cioè in base al numero degli abitanti, favoriscono le aree metropolitane. Con il taglio dei parlamentari, di fatto si riduce ulteriormente la possibilità per le aree montane e rurali, dove vivono 17 milionidi persone,dieleggere rappresentanti in Parlamento”. E questo che effetto ha sui territori?Di fatto i territori con pochi elettori non conteranno più nulla e in questo modo si favorisce l’ulteriore spopolamento di una parte non marginale d’Italia”. Come intendete muovervi come Uncem: “Continueremo a battere i pugni a far sentire la nostra voce e cercare di far passare le nostre proposte. In questi giorni ne ho parlato anche con il deputato chivassese Carlo Giacometto. In passato l’ho fatto con altri rappresentanti di opposte correnti politiche. E’ importante chiarire che la questione che poniamoè trasversale. La rappresentanza non è un valore né di destra né di sinistra. E’ una delle basi della democrazia e va fatta rispettare. E’ facilmente verificabile, in altre esperienze, che i territori meno rappresentati sono quelli che si arrabbiano e che insorgono. Questo perché dai rappresentanti eletti con i voti delle città metropolitane è più difficile la comprensione dei problemi delle aree rurali e di quelle montane. Paradossalmente, invece, è diverso il contrario. Rappresentanti espressione delle aree periferiche capiscono molto bene anche i problemi delle aree metropolitane. Con questo non voglio negare il caposaldo costituzionale secondo il quale chi viene eletto deve rappresentare tutti e non solo i propri elettori. Dico solo che si perde il contatto che le problematiche e le esigenze delle aree più ai margini”. Qual è la vostra proposta?Sosteniamo che i collegi vanno rivisti sulla base di compensazioni legate al territorio e non solo al numero di abitanti. Il disegno di legge presentato in Regione, ad esempio, prevede la creazione 50 collegi uninominali. Ognuno esprime un rappresentante che andrà a sedere in Consiglio Regionale. In questo modo Torino avrebbe 10 collegi, uno per circoscrizione, contro gli attuali 23. Gli altri 13 collegi, ridistribuiti su tutto il territorio regionale, saranno garanzia di rappresentanze di tutte le aree. Lo stesso disegno di legge è applicabile a livello nazionale. A maggior ragione oggi che, con il taglio approvato, diminuirà il numero degli eletti”.

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Blogger: Maria Di Poppa

Maria Di Poppa
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