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VAL GRANDE. Giuseppe Longo, è lui il nuovo angelo custode della Val Grande…

La Val Grande ha un nuovo angelo custode.

Il comandante titolare della stazione di Chialamberto si è in realtà insediato due mesi fa, lo scorso 13 settembre. Ma il Maresciallo Capo Giuseppe Longo, classe 1976, non nasconde il suo grande entusiasmo come se fosse il primo giorno. Apparentemente può sembrare un uomo rigido, come si conviene alla maggiore autorità militare a capo della legalità per il controllo della valle. In realtà bastano poche parole per leggere nei suoi occhi grande capacità e soprattutto passione per il proprio lavoro. Due prerogative essenziali per una posizione come la sua.

Dal suo ufficio si domina la valle, in particolare la testata delle montagne. Un’immagine che riempie i suoi occhi tutti i giorni. Lui lo ammette: questo luogo lo affascina. In queste ultime settimane ha arredato il suo ufficio con i ricordi degli ultimi anni professionali. Scorgendoli si ha la possibilità di apprezzare il suo curriculum, fatto di attestazioni e riconoscimenti. Dietro il suo sorriso e la sua simpatia decisamente empatica il comandante Longo è un grande professionista, con un passato pieno di azioni e interventi che danno lustro all’Arma.

La nomina di Giuseppe Longo è frutto di una precisa scelta professionale. La sua. E’ stato lui a indicare questo sperduto angolo di Piemonte per un nuovo incarico. Un volontario, diciamo. Aveva la necessità di cambiare aria, di contatto con la natura, di una realtà nuova.

Longo è nato in una terra lontana dalla Val Grande, ma ugualmente ricca di fascino: il Salento. È cresciuto a Lecce, città del barocco, come Torino. Dall’estremità della Puglia si trasferisce a Siena per studiare all’università. Si laurea in scienze politiche, con specializzazione in scienze dell’amministrazione e operatore giudiziario. Poi la scuola da sottoufficiale Carabinieri, prima a Velletri e poi a Vicenza. La prima esperienza sul campo è ad Agropoli, vicino Salerno. Terra difficile, quella del Parco Nazionale del Cilento e del popolare sindaco-pescatore di Pollica Angelo Vassallo, ucciso in un agguato di probabile stampo camorristico nel 2010. La sua stazione però era localizzata nella vicina Castellabate, paesino a picco sul mar Tirreno conosciuto in tutta Italia come set del film “Benvenuti al Sud”.

Poi arriva il trasferimento a Torino. Prima alla stazione di San Secondo, vicino Piazza d’Armi, ma soprattutto, in seguito, al comando di Mirafiori Sud, in via Plava, una delle zone a più alta densità di microcriminalità della città. Durante queste variegate esperienze il comandante Longo si è fatto – letteralmente – le ossa, permettendo così alla Val Grande di vantare una professionalità di alto valore. Furti, rapine, omicidi, violenze sessuali, estorsioni. Ed ha inanellato una serie di “prime”. Per esempio ha collaborato all’istituzione di una saletta per le fasce più deboli, ed effettua il primo divieto sulla violenza familiare. Soprattutto, è un comandante abituato alla velocità. Denunce, email, telefonate: tutto molto snello e veloce. Pronti, via.

Il suo comando in Val Grande sarà esercitato sui tre comuni della valle: Cantoira, Chialamberto e Groscavallo. Questi primi due mesi sono serviti per conoscere e approfondire la realtà del territorio. Ha ancora molto da scoprire e da conoscere. Il suo entusiasmo è palpabile. Ammette con la dovuta cautela che in questo periodo la situazione è abbastanza tranquilla in valle. Non si registrano casi particolari di furti.

Il comandante Longo ha però un obiettivo molto alto: quello di curare, con la sua autorevolezza, ma anche con la sua oggettiva simpatia, i rapporti umani della popolazione. E’ convinto che molte diatribe, molte incomprensioni, possano essere risolte con il dialogo prima che sfocino in denuncia. Sarà un comandante capace di ascoltare la gente, di essere un saggio arbitro, di mettere i litiganti uno di fronte all’altro, per spianare scaramucce e incomprensioni. Lui si dichiara fiducioso. E a sentirlo parlare – lo ammettiamo – per la passione che ci mette nell’illustrare questa sua metodologia, c’è davvero da scommetterci.

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