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Vaccini anti-influenzali finiti. Over 65 a rischio. Un dramma nel dramma

Centinaia di migliaia di cittadini appartenenti alle “categorie a rischio” non vaccinati contro la normale influenza: questa l’amara sintesi. Non c’è più una fialetta negli studi dei medici di famiglia e alle farmacie non sono mai arrivate.  Il guaio, grande come una casa è che, in seguito alla lettura di una circolare del Ministero della sanità, la vaccinazione è stata ampliata agli over 60 e non solo agli over 65 come si è sempre fatto e adesso ci si ritrova con l’aver vaccinato gli over 60 ma non tutti gli over 65, quindi a dover fare i conti con una grande massa di anziani a rischio polmonite o chissà che altro.

La Regione nei giorni scorsi ha annunciato di voler chieder i danni alla Sanolfi (la ditta vincitrice dell’appalto) per non aver mantenuto gli impegni assunti sulla fornitura di 1 milione e 320 mila dosi. In verità già lo scorso anno i vaccini non erano stati consegnati tutti insieme ma mano a mano che finivano le scorte in modo da non doverli poi buttare via..

“Non siamo disposti a tollerare inadempienze contrattuali quando è in gioco la salute dei cittadini e ricorreremo a tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per garantire a coloro che ne hanno diritto il vaccino contro l’influenza”: non aveva usato mezzi termini il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, di fronte alle difficoltà di consegna della ditta.

“A maggio – aveva continua il presidente nel corso di una conferenza stampa indetta per fare il punto sulla questione – l’Assessorato alla Sanità ha sottoscritto un contratto che ci assicurava un numero di dosi capace di garantire l’immunizzazione, considerata ottimale dal ministero della Salute, di oltre il 94% della popolazione a rischio. Finora, però, ci sono state consegnate solo 900 mila dosi e senza rispettare il cronoprogramma delle forniture, creando situazioni di tensioni tra farmacisti, medici e pazienti, mentre la responsabilità è solo della ditta che non sta mantenendo gli impegni assunti”.

L’assessore alla sanità, Luigi Genesio Icardi, aveva evidenziato che: “Nonostante le difficoltà, in 3 settimane di campagna sono state comunque già vaccinate in Piemonte oltre 613.000 persone, un numero vicino ai soggetti vaccinati in tutto il 2019 che sono stati 700.000. Sanofi ci ha comunicato oggi l’estrema difficoltà a consegnarci le 400.000 dosi restanti e, pertanto, non vedo altra strada che agire per via legale richiedendo l’adempimento degli impegni contrattuali che l’azienda aveva assunto a maggio con la Regione”.

La questione è stata posta all’attenzione del coordinatore dell’area giuridico-amministrativa dell’Unità di crisi, Antonio Rinaudo, che ha individuato diverse strade da percorrere: “Oltre alla diffida, c’è la possibilità dell’acquisto in danno: la Regione si rivolge ad un’altra ditta per l’acquisto e i costi, anche se superiori, se li accolla la Sanofi. Ma data la penuria di vaccini sul mercato internazionale, potrebbe essere difficile trovare un’azienda presso cui comperare le dosi mancanti. C’è poi l’azione civile di risarcimento danni e quella penale, la più immediata, perché ci troviamo di fronte a un reato previsto dall’articolo 355 del codice penale, che punisce gli inadempimenti di contratti di pubbliche forniture”.

 

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