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UNO SCANDALO DA PERDERCI LA TESTA

UNO SCANDALO DA PERDERCI LA TESTA. I diamanti sono davvero i migliori amici di una donna?

Nella Parigi del 1785 due celebri gioiellieri dicono di aver confezionato un collier spettacolare di 540 diamanti, niente meno che per la sovrana Maria Antonietta.
Il 15 agosto 1785 il Cardinale Rohan, una delle personalità più in vista del Regno, viene arrestato con la pesantissima accusa di truffa ai danni della Regina.
Qual è il collegamento tra i due fatti? La Regina sapeva? Il Cardinale fu condannato? Chi sono i personaggi di questa incresciosa vicenda?
Una storia ricca di colpi di scena, che ha per protagoniste due donne in lotta per il potere e la sopravvivenza in un mondo tutto maschile, in cui la forza e il carattere si pagano a caro prezzo.
Dall’inizio dell’anno i casi di femminicidio sono già un numero spaventosamente alto (più di uno a settimana), altissima la percentuale in Piemonte, al primo posto in questa orribile classifica. È recentissima la notizia dell’ultima donna (per fortuna soccorsa in tempo) vittima di violenza sul nostro territorio, che dormiva su una panchina per evitare le botte del marito ed è altrettanto fresca la notizia dell’allenatrice iraniana che non ha potuto accompagnare le sue ragazze ai campionati di sci a Cortina perché il marito non ha dato il suo (necessario, ahimè) benestare, per non parlare dell’altra donna iraniana, condannata a morte per aver ucciso il marito violento e giustiziata ugualmente anche se morta d’infarto prima di salire sul patibolo, tanto per fare qualche esempio di ciò che accade alle donne in questi anni venti del terzo millennio.

Fra qualche giorno sarà l’8 marzo e le frasi fatte, i voti e le chiacchiere si sprecheranno, come sempre. Poi dal giorno dopo, se non il giorno stesso, tutto ricomincerà come prima. Ma non dobbiamo darci per vinte, non dobbiamo mollare, dobbiamo continuare a combattere per vedere rispettati i nostri diritti e salvaguardate le nostre vite. Mi sono interrogata a lungo quest’anno sull’opportunità di preparare qualcosa per questa ricorrenza, ero parecchio demotivata da ciò che stiamo vivendo a causa di questa pandemia che sembra non voler finire mai e soprattutto abbastanza stanca della “ricorrenza” in sé, poi però mi sono detta che anche io devo continuare a non darmi per vinta, a fare la mia parte, come posso e come riesco, quindi ho scelto di raccontare una storia. Di nuovo in diretta Facebook.

Il caso ha voluto che due amiche musiciste (Lorena Borsetti – violoncello e Annalisa Signora – violino) mi abbiano offerto di lavorare insieme e allora ho deciso di mettere in piedi una lettura accompagnata da musica: una storia molto nota, accaduta due secoli e mezzo fa. Non si parla di ingiustizie, non si racconta di discriminazioni o violenza fisica, si tratta di una truffa bella e buona. Una truffa perpetrata da una donna ai danni di un’altra donna. Un po’ di intrigo, un po’ di gossip, un po’ di mistero, insomma un momento di intrattenimento, seppur non privo di spunti di riflessione e collegamenti con l’attualità. Una delle due donne in questione è Maria Antonietta di Francia, la regina di cui già tanto si è raccontato, l’altra si chiama Jeanne de La Motte, una intrigante truffatrice, entrambe alle prese col potere degli uomini in un mondo da essi dominato (e non ancora molto cambiato).

Non è la prima volta che racconto questa storia, tratta da un libricino Adelphi (Maria Antonietta e lo scandalo della collana) scritto da Benedetta Craveri, docente di letteratura francese: in una edizione della Fiera della Parola l’avevo arrangiata come una specie di radiodramma, questa volta con la musica dal vivo sarà molto più dinamica e godibile. Se da una parte agire attraverso una piattaforma è penalizzante, per la mancanza del pubblico in carne e ossa, dall’altra è anche una bella sfida che può portare a qualche guizzo di fantasia: se riusciremo (grazie all’aiuto tecnico di Roberto Gallina), avremo come sfondo la sala di un gran bel palazzo e sembrerà che noi si sia davvero lì. La magia del teatro è un’altra cosa, ma cerchiamo di fare di necessità virtù. Vi aspettiamo domenica 7 marzo alle 18.30, in diretta dalla pagina Facebook ElleGi LAB. Smaterializzati, ma insieme!

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