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Colleretto Castelnuovo. Vignale e Carlevato.

Unioni montane, la frittata è fatta…

Fatta la frittata, si cerca faticosamente di rimediare in qualche modo. Questo, in sintesi, è quel che si può dire dopo il confronto tra l’assessore regionale Gianluca Vignale e gli amministratori delle valli canavesane, svoltosi la sera di giovedì 28 novembre a Colleretto Castelnuovo. Vignale, da poco diventato assessore con competenze sulla Pubblica Amministrazione e sull’Economia Montana, ha spiegato il Progetto di Legge messo a punto dalla giunta regionale e che modifica profondamente la famigerata Legge Maccanti del 2012, con la quale si erano abolite le Comunità Montane e che a distanza di un anno sta mostrando tutti i suoi deleteri effetti. “Qualcosa bisognava fare” – ha sostenuto – Non possiamo più continuare nella situazione di oggi, con due soggetti che non funzionano: con le Comunità Montane che sanno di essere alla fine e le Unioni già costituite che non possono iniziare ad operare. In gennaio verranno nominati i commissari liquidatori, che divideranno il patrimonio delle Comunità”. La normativa prevede nuove modalità di assegnazione dei fondi per la Montagna: “E’ bene che rimangano lì e che vengano premiati i Comuni situati ad altitudini più elevate e quindi più disagiati”. La discussione è tutto meno che tranquilla. Marina Carlevato, presidente della Comunità Montana Val Chiusella, Valle Sacra, Dora Baltea Canavesana, sostiene che “La Regione ha comunque fatto un passo in avanti: solo con l’Unione e la coesione potremo realizzare i progetti a favore del territorio” ma viene duramente contestata dal consigliere dimissionario di Comunità Marco Puglisi, che l’accusa di “aver deciso per noi, senza consultarci” mentre il primo cittadino di Tavagnasco definisce il progetto di legge “assurdo e fascista”. C’è molta rabbia anche nelle parole del sindaco di Frassinetto, Marco Bonatto Marchello, che sbotta: “Ci hanno tolto i Trasferimenti ed io come faccio? Devo spremere i cittadini con le tasse”. Altri amministratori sono più concilianti ma sempre dubbiosi su molte questioni. Remo Minellono, vice-sindaco di Alice Superiore sostiene: “Non credo che la legge sia un toccasana, è un’occasione per rimetterci insieme” . Un altro amministratore delle vallate, Biondi, afferma: ”Fossilizzarsi sui 3.000 abitanti per costituire un’Unione è una grande castroneria. Non è il numero dei residenti che conta ma l’omogeneità territoriale, il bacino montano”. Su una cosa sono tutti d’accordo: la Legge Maccanti ha fatto disastri. Gianna Pentenero, consigliera regionale del PD dichiara: “Questo disegno di legge è stato scritto perché la legge precedente era debole”. E Roberto Tentoni, consigliere regionale di “Progett’Azione” “Nella vita, ogni tanto, bisogna ammettere di avere sbagliato”. L’assessore provinciale alla Montagna, Marco Balagna sottolinea: “Ci stiamo scannando su questa legge, che – come avevo previsto da subito – ha favorito la frammentazione del territorio”. Ma è lo stesso Vignale ad emettere la sentenza definitiva su colei che l’aveva preceduto. Alla domanda del sindaco di Frassinetto: “Perché chiudere le Comunità Montane per fare le Unioni?”, ha risposto sinceramente: “Perché non abbiamo la Macchina del Tempo…”. Casterina Ceresa

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