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I partecipanti alla serata di sabato ad Industria

Una serata di vera cultura. A Industria

Il lungo corteo si snodava lungo la via principale di Industria: in testa i sacerdoti di Iside…No no aspetta, questo è quel che succedeva 2000 anni fa. Sabato sera nel sito archeologico di Industria, a Monteu da Po, c’era sì un corteo, 120-140 persone hanno calcolato, ma di spettatori, che hanno assistito ad una rappresentazione teatrale, fatta di narrazione e quadri recitanti, proprio all’interno del sito. Un evento culturale insomma, fatto di immaginazione e rigore scientifico, di storia e di informazioni sull’ambiente, passando ed ammirando ciò che resta  di Industria, insediamento commerciale dell’epoca romana. Cultura, insomma. Che può essere divertente e accattivante. E infatti, pur con rischio pioggia, prevista da tutte le previsioni meteo, pur senza grande pubblicità, fatta solo di pochi volantini e tante email, pur con l’impianto di illuminazione pubblica del sito fuori servizio per guasto, molte persone, davvero molte, hanno voluto assistere alla rappresentazione, fatta di parole, azioni sceniche, musica e balletto. Significa che la cultura non ha solo diritto di esistere, ma può diventare risorsa. Non dà da mangiare? E’ un’affermazione idiota. Sicuramente la cultura, il patrimonio culturale italiano, così vasto, così ricco, necessita di attenzione e investimenti. Cioè soldi. A  Industria, Monteu da Po, c’è ancora  una vasta area da scavare, e chissà quanti reperti salterebbero fuori. Ci sarebbero però iniziative meno costose, come il collegamento con il museo di antichità di Torino, dove sono conservati i reperti ritrovati durante gli scavi già effettuati a Industria. Ma ci va una visione complessiva, ampia,  un progetto che sappia coinvolgere tutti, proprietari e istituzioni e fruitori del bene pubblico. Le giornate del patrimonio, organizzate dal ministero dei beni e attività culturali; le giornate di primavera del FAI; le  iniziative che vengono intraprese dalle associazioni locali, ProLoco in testa, tutte basate sul volontariato, non possono sostituirsi ad una volontà di rilancio dell’attenzione e della spesa pubblica necessaria per il patrimonio artistico e culturale italiano. A Monteu hanno collaborato l’amministrazione comunale, l’associazione culturale Athena, la ProLoco,  maestri e alunni della scuola elementare, il Gruppo artistico Teatrale di Cavagnolo. Praticamente un intero paese ha creato un evento, l’ha gestito ed ha avuto il successo che meritava. Ma serve l’intervento pubblico, statale. In parole povere, insomma, servono ministri che sappiano battere il pugno sul tavolo, a difesa della cultura, a iniziare dalla scuola  di ogni ordine e grado, per finire alle pietre che segnano la nostra storia. Serve una classe politica che abbia a cuore ogni aspetto del paese Italia. Come non è stato in questi anni, ed  i fatti di degrado lo confermano.  Altrimenti arriveranno le ruspe straniere, che seppelliranno tutto o trasferiranno i nostri tesori all’estero. Come è già avvenuto. Forse serve un nuovo rinascimento, ma che sappia coinvolgere le teste degli italiani, oltre che le loro tasche.

 

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