Home / BLOG / Tutta una vita per l’Olivetti
Adriano Olivetti in via Jervis
Adriano Olivetti

Tutta una vita per l’Olivetti

Un autentico patrimonio Olivetti è custodito da Armando Palermo. Una ricerca scrupolosa lo ha portato a collezionare centinaia di pezzi d’epoca. Dalle prima macchine da scrivere a quelle elettriche fino alle prime produzioni per la telefonia, dai primi del Novecento agli anni Ottanta. 350 circa prodotti. Perchè Palermo non li ha mai contati. “Non mi definisco un collezionista – racconta – ma un ricercatore storico ambientale (meccanico). Ho cominciato a raccogliere pezzi verso la fine della mia esperienza in Olivetti ed è diventata una malattia”. Una passione che lo assorbe completamente e che comincia alle 5,30 del mattino quando suona la sveglia e si dà appuntamento per tre ore buone davanti al pc, alla ricerca degli esemplari che mancano al suo archivio, con una diramazione di categorie e sottocategorie che producono una collezione assolutamente unica nel suo genere. Non si accontenta della “Lettera 22” e basta ma possiede tutti i modelli ti tutti i colori di tutte le lingue. Le sue “Valentine”, le macchine da scrivere progettate per diventare il regalo di San Valentino alle fidanzate, sono verdi, blu, bianche e rosse. Comprendono tutte le grafie, da Svezia a Inghilterra, Spagna e Germania. Ed è l’unico ad averne l’intera gamma. O quasi: al momento è sulle tracce di una rossa con tastiera ebraica ad Israele. Dato curioso: Palermo le ha progettate, toccate con mano, le trova, le conserva, le restaura ma non le usa.

Ivrea Palermo Armando

“E’ un gesto di riconoscenza – spiega Palermo – verso quest’azienda che ha dato da mangiare a me e alla mia famiglia e mi ha permesso di far studiare i miei figli”. Nel sangue ha dna Olivetti. I suoi genitori, Ettore Palermo ed Esterina Venturini, si conobbero entrambi impiegati presso l’allora sfolgorante azienda di Ivrea. Nel ’46, nell’Officina H a 3 mesi, Armando frequenta l’asilo nido aperto secondo la filosofia di comunità dell’imprendtore illimunato. Tutti i giorni mamma e papà lo portano in bicicletta in via Di Vittorio. “Allora – ricorda – Olivetti ci regalava i libri, giocattoli a Natale, si andava in Colonia, Marina di Massa, Champoluc, i centri estivi, un periodo di cui conservo ricordi stupendi”. Cresciuto a pane e Olivetti la sua vita non poteva che rimanerne legata indissolubilmente. Nel 1962 entra nel Centro Formazione Meccanici che selezionava in Piemonte cento ragazzi su mille che accedevano al triennio di qualifica “dove – racconta Armando – si insegnavano materie stupende: officina (tornio, trapano, lima…), materie umanistiche, educazione artistica e politica”.

Nel ’65 diventa operaio attrezzista semplice e nel ’68 operaio specializzato super, il massimo grado. Nel ’72 passa ad impiegato progettista/disegnatore. Nel frattempo frequenta i serali all’Itis e diventa perito metalmeccanico. Per un po’ è caporeparto in fonderia incaricato al controllo dei trattamenti termici e nel ’76 passa al controllo di gestione. Si occupa di inventari e di rottamazione della macchine da scrivere vecchie. “Quante ne ho buttate nell’alto forno Olivetti… tante che mi viene da piangere” ripensa con una fitta di dolore. Nel ’79 è nominato responsabile dei servizi informativi della Tecsinter di San Bernardo, nell’80 responsabile el Gruppo Unità Parti Meccaniche e recepisce con ottimismo la svolta dell’informatica che comincia a far capolino. Nel ’92 è manager a Palazzo Uffici. Nel ’96 in piena crisi Olivetti gli frulla un’idea: raccoglie dallo stabilimento abbandonato di Loranzè tutti i prodotti dismessi per rivenderli ai soli canavesani. Arredi, computer, libri, stampanti… nel 2000 la pensione ma Armando Palermo lascia di fatto nel 2002, uno dei pochi ad aver ottenuto sia la spilla che la medaglia d’oro, per i 25 e 35 anni di attività a cui dedica ancora, in altre forme, tutto il suo tempo libero.

Possiede la Valentine Giubileo, rarissima produzione limitatissima. La sua collezione va dall’M1 all’M20 all’M40 alla Lexicon 80 passando per leLettere 22 (che ha pure prestato al regista Michele Soavi per la realizzazione della fiction su A.Olivetti) e le calcolatrici MC24 andando ai portatili e a pezzi pregiati come telescriventi, dittafoni, linee di calcolo, e si ferma al 1989 con le macchine dedicate al Campionato del mondo di calcio dal colore azzurro. “Nonostante le diverse esposizioni a cui ho partecipato – sottolinea Palermo – non sono mai riuscito ad esporre tutti i miei pezzi. Mi piacerebbe riuscirci per l’Expo 2015”.

 

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

Traffico

BORGARO. Passante ferroviario a Torino, disagi in vista per il traffico della cintura

BORGARO. Passante ferroviario a Torino, disagi in vista per il traffico della cintura. Inizia un …

VENARIA. Povertà, il Comune tende una mano: cercasi 16 lavoratori per le piccole manutenzioni

VENARIA. Povertà, il Comune tende una mano: cercasi 16 lavoratori per le piccole manutenzioni. Sono …

Un commento

  1. Avatar

    Ciao Armando avrei bisogno di parlarti 3519710707 armando

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *