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Una veduta di Trieste

TRIESTE. Shoah, svastica in Friuli, figlia deportata: “Un gesto che fa paura”

“Non me la sento di dire a mia mamma quello che è successo. E’ una persona fragile”. E per quanto accaduto a San Daniele del Friuli (Udine) “sono sconvolta, mi vengono i brividi”, perché “sono gesti che fanno paura”. Così Laura Giovanella, figlia maggiore di Arianna Szorenyi, deportata ad Auschwitz nel giugno del 1944, intervistata dal Messaggero Veneto in merito alla comparsa della svastica sulla casa di famiglia. Un sentimento, “condiviso da mia madre”, spiega la donna ricordando l’amicizia della madre con “la senatrice Liliana Segre, testimone come lei dell’Olocausto”. “In Italia”, aggiunge, “oggi si respira un’aria non di totale democrazia. C’è qualcosa che pare abbia dato il permesso a discriminatori e razzisti di uscire dalle fogne”. “Dare spazio a certi fatti però – avverte – è un’arma a doppio taglio: da un lato è necessario parlarne dall’altro però parlandone si dà importanza a certa gente”. Per combattere questo fenomeno, conclude, “l’unica cosa che si può fare è educare” e “ricordare”.

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