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Torta salata speck e cipolla con vino Alto Adige

Le origini delle torte salate sono abbastanza singolari: risalgono con ogni probabilità al periodo classico e si ricollegano alla cucina di sussistenza, elaborata dalla capacità e ingegno dell’uomo per rendere commestibili verdure, altrimenti troppo amare, o carni poco nobili. Il loro riscatto inizia con l’età imperiale e successivamente nel Medioevo, dove si affermano come presenza costante nei banchetti scenografici e poi nelle successive età del Rinascimento e del Barocco. A variare nel tempo fu la loro destinazione, non più nelle carta dei grandi ristoranti, ma sulla tavola delle cucine private, sulle tavole dei pic-nic e negli ultimi anni, sottoforma di manipolazioni di variegati finger food. Sicuramente gustosa è quella qui  proposta con i seguenti ingredienti per 4 persone:

-200 g di pasta sfoglia

-400 g di cipolle bianche affettate

-1 cucchiaio di burro

-80 g di speck Alto Adige tagliato a striscioline

-1 cucchiaio di erba cipollina tagliata fine

-80 ml di latte

-80 ml di panna

-2 uova

-1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

-pepe macinato di fresco e sale q.b.

-una noce di burro per ungere il recipiente

Preparazione: appassite le cipolle in padella con il burro. Aggiungete le striscioline di speck e fate rosolare ancora qualche minuto. Inserite quindi l’erba cipollina, il sale e il pepe. Mescolate il latte, la panna, le uova e il parmigiano che servirà ad amalgamare il ripieno. Stendete la pasta sfoglia, ungete la forma con il burro e riempitela con la pasta sfoglia. Distribuite ora il ripieno di speck e cipolla, versateci sopra il liquido con la panna e il latte e infornate a 180 per circa 20 minuti.

Vino in abbinamento: almeno una dozzina di piccole e grandi aziende vinicole producono a Bolzano e dintorni, il vino che abbineremo alla torta salata: si tratta dell’Alto Adige Santa Maddalena Doc. Ognuna delle versioni di queste aziende è “personale” e di accentuato carattere, con aromi del tutto particolari, derivati dalle diverse caratteristiche dei vigneti, dalla struttura del terreno e certamente anche dalla capacità  qualitativa delle diverse cantine. Il Santa Maddalena, e un vino simbolo altoatesino, un rosso particolare che viene ottenuta dai vigneti di Schiava Grigia e Schiava Nobile a cui può essere aggiunto sino al 10% anche il corposo Lagrein.

Si presenta di color rosso rubino, tendente al l’aranciato con l’invecchiamento. Il profumo è vinoso, con note che ricordano la viola e la mandorla. Il sapore è caratteristico, con gran gusto vellutato che ricorda la mandorla, sapido e con un buon corpo.

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Blogger: Maurizio Braghiroli

Maurizio Braghiroli
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