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TORRE Concorso “Conta il presepe”, tutti gli indizi per trovare i presepi

INDIZI

registaIl turista che giunge a Torre lungo la via che anticamente univa Ivrea a Torino, per contare i presepi allestiti nel borgo, incontra da subito il grande registra che lo invita ad addentrarsi sotto un antico arco in pietra. Potremmo allora prenderlo per mano e guidarlo in una immaginaria passeggiata insolita, magari rischiarata da rade luminescenze lunari.

Come per incanto si ritrova nell’antica strada, oggi nota come Viassa felliniana, e subito ammira le stupefacenti scenografie dei personaggi e delle ambientazioni felliniane, non trascurando gli schizzi onirici del maestro. Passeggiando lungo la via si ritrova di fronte il Transatlantico Rex, senza distrarsi continua nella conta salendo una modesta gradinata per sbucare proprio davanti al tetro edificio del guardiano della prigione che non c’è.

Tutt’altre atmosfere respira salendo la lunga gradinata che porta alla parte alta del borgo. Qui, con il progredire dell’altezza, i panorami si svelano sempre più grandiosi mentre le azzurre reminiscenze lunari lo trasportano in romantiche atmosfere gozzaniane immortalate dal poeta nel poemetto “la Signorina Felicita”, la quale dimorò a Torre, come fantesca di Villa Ludovici.

torre canavesePercorsa tutta la gradinata di vicolo Bollati, protagonista diventa la torre, eretta, nell’alto medioevo con guarnigione armata, come avamposto fortificato a guardia dei transiti verso la pianura canavesana e Augusta Taurinorum.

Passando oltre, sotto gli occhi dei danzatori di spada, ecco l’ingresso dell’antico castello arduinico, oggi dimora privata. Lasciata la torre alle spalle, il turista non può far a meno di notare un’autentica rarità che lo aspetta a pochi passi. Si tratta di un affresco duecentesco nel quale è ritratta una santa assai poco conosciuta e raffigurata: Santa Dorotea, protettrice dei fiorai e dei floricultori. Una rapida occhiata alle delicate fattezze del viso ed al ricco abito di velluto ricamato con dovizia, per volgere in alto lo sguardo ed ammirare l’alto e snello campanile della parrocchiale. Nell’andarle incontro il turista curioso rimane attratto dallo splendido panorama che si gode dalla terrazza belvedere, con l’imponente monte Quinzeina che fa da sfondo alla Pinacoteca Raissa Gorbaciova.

Un breve sguardo alla Pinacoteca curiosando nel giardino di Fiorella, per poi dirigersi là, dietro il castello, nella piazza del Santo Protettore. E dopo aver contato tutti i presepi di questo rione, il turista, riprendendo l’alta via dell’anfiteatro morenico, giunge nella Piazza “dla Gadra” per decidere poi, di risalire verso il Castello nella via di coloro che lì dimorarono “I Conti Balbo di Vinadio” o di scendere lungo San Grato con l’omonima chiesa, eretta durante la peste per voto, in cerca di quegli artisti di accademia che la nostra Italia hanno voluto immortalarla in una cartolina.

Ritrovandosi nei pressi delle scuole, incuriosito dal piccolo vicoletto che risale verso il Castello imbocca Rue Saint Etienne Les Orgues e si ritrova a respirare aria di provenza tra le pennellate dei ns pittori gemelli.

Risalito il vicoletto, ammirando le ceramiche di terra nostra, giunge nuovamente dal guardiano, che lascia alle sue spalle dopo aver ammirato per un’ultima volta la piazzetta antistante la Villa della prestigiosa famiglia San Martino, che qui dimorò. Continuando nell’omonimo vicolo, dove padroni di casa lo fanno i pittori russi, giunto al crocevia con la strada che conduce al castello si ritrova nel giardino dove domina l’albero dei giusti, eretto in memoria di Giorgio Perlasca.

Una rapida occhiata per poi rimettersi a caccia di presepi e girare nella via che lascia alle spalle il dipinto che meglio simboleggia l’itinerario monumentale fra sacro e profano di Torre Canavese ammirando gli scorci di paesaggi canavesani.

 

Ormai giunto al termine della passeggiata, scordato il numero dei tanti presepi incontrati, il turista si incammina là dove la conta ha iniziato. Ridiscende quindi la via che conduce verso il “Palason”, un tempo residenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice, oggi dimora privata, e si distrae lasciandosi incantare dal magico presepe che è Torre.

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