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Stabilimento Amazon di Torrazza

TORRAZZA. Un altro caso di Covid da Amazon

C’è un nuovo caso di Covid tra i lavoratori di Amazon. Ieri sera i rappresentanti sono stati chiamati dall’azienda che ha dato la notizia.

Il sindacato ha subito inviato una richiesta ufficiale ad Amazon per sapere quale reparto e quale turno siano coinvolti, se sia stato attivato il protocollo previsto con l’Asl di riferimento e se i lavoratori eventualmente venuti a contatto con la persona contagiata sono stati individuati ed informati.

Si è inoltre svolta una riunione straordinaria del comitato di sicurezza . L’Rsa della Filt Cgil ha posto nuovamente le questioni, ma non ha avuto risposta in merito al reparto coinvolto.

L’azienda ha comunicato ce il protocollo previsto dall’Asl è stato attivato e che il lavoratore positivo è assente dal 9 marzo.

Domani si terrà un’altra riunione del comitato di sicurezza.

L’azienda: “Auguriamo al nostro collega una completa e pronta guarigione”.

“Un dipendente che ha lavorato da noi fino al 10 marzo è risultato positivo al COVID-19. Auguriamo al nostro collega una pronta e completa guarigione” dichiarano i vertici aziendali di Amazon che spiegano:

Dopo esserci confrontati con i funzionari della sanità pubblica, riteniamo che i rischi per i nostri dipendenti siano bassi, ma continuiamo a monitorare la situazione.

Pur non potendo commentare le condizioni di salute della persona interessata, possiamo confermare che il suo ultimo giorno di lavoro nel nostro centro di distribuzione è stato il 10 marzo. Stando a quanto affermato dall’Organizzanione Mondiale della Sanità Il periodo di incubazione del Coronavirus va da 1 a 14 giorni. Per periodo di incubazione si intende il tempo trascorso dal momento in cui è stato contratto il virus e quello in cui cominciano a manifestarsi i primi sintomi. Sin dal primo momento, abbiamo lavorato a stretto contatto con le autorità locali per rispondere in modo proattivo alla situazione di emergenza, continuando a garantire il nostro servizio ai clienti e preservando allo stesso tempo la salute e la sicurezza di tutti i nostri dipendenti. In quest’ottica abbiamo introdotto una serie di misure preventive in tutti i nostri centri logistici per salvaguardare i nostri dipendenti ed i dipendenti dei fornitori di servizi: abbiamo aumentato le operazioni di pulizia dei siti, rivisto oltre 100 processi al fine di portare la distanza interpersonale minima a due metri e richiesto ai corrieri di restare a distanza quando effettuano le consegne ed eliminato la firma di avvenuta ricezione del pacco.

Stiamo inoltre effettuando controlli sulla temperatura prima che le persone entrino nei nostri siti e stiamo mettendo a disposizione del personale mascherine chirurgiche nelle sedi in cui è richiesto dai provvedimenti vigenti. Negli altri siti le mascherine sono messe a disposizione per chi volesse una protezione supplementare, in base alla possibilità di approvvigionamento”. 

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