Redazione

di: Redazione

Home / In provincia di Torino / TORRAZZA. Ragazzo fa outing e il padre lo caccia. C’è chi lo vuole aiutare…

TORRAZZA. Ragazzo fa outing e il padre lo caccia. C’è chi lo vuole aiutare…

Non si è recato dai carabinieri ed a tutt’oggi i carabinieri non ne sanno niente. Non ne sanno niente loro e neppure all’Asl To4.

Non si è mai presentato al pronto soccorso – dicono -. Non ne sappiamo nulla”.

Insomma del ragazzo che ha fatto outing e per questo è stato massacrato di botte dal papà che lo ha pure cacciato di casa non se ne sa nulla. Solo il racconto degli amici ripreso da un giornale locale e immediatamente rimbalzato su tutti i social. Una notizia che è subito arrivata alle orecchie di Alessandro Battaglia del coordinamento Torino Pride.

Abbiamo saputo di questa brutta storia e adesso a noi sta a cuore la salute, anche psicologica del ragazzo – commenta  Siamo qui pronti a dargli una mano. Abbiamo chiesto ai giornalisti che hanno ripreso la notizia ma non siamo riusciti ad avere informazioni in più oltre a quelle che si sono lette…”.

Cade dal pero anche il sindaco, Massimo Rozzino. “Non so nulla io e non sanno nulla i carabinieri quindi non sono nemmeno in grado di dire se sia successo veramente oppure no. Quello che posso dire è che mi sembra surreale che un papà, massacri di botte il proprio figlio perchè fa outing. E’ un argomento che nel 2018 dovrebbe essere superato, ma se la notizia fosse vera, sarebbe evidente che non è così. Ho due figli maschi e se uno di loro mi dicesse che è gay, gli direi va bene, l’accetterei. Ognuno è libero di vivere la propria sessualità come vuole. Aborro ogni genere di violenza ma credo anche che sarebbe stato oppurtuno agire diversamente. Se ti succede una cosa del genere e dici di aver paura di denunciare tuo padre non vai a farti intervistare da un giornale…”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, che ha aperto il dibattito sulla necessità di attuare delle strategie per prevenire fenomeni di questo tipo.

Le cronache delle ultime settimane – scrive in un lungo comunicato – hanno prodotto un drammatico bollettino quotidiano di violenze ai danni di adolescenti, nel contesto scolastico, in quello familiare, nei luoghi pubblici. Alcuni di questi ragazzi diventano bersagli perché omosessuali, altri perché sovrappeso. In generale vengono perseguitati perché non corrispondono alle aspettative che i contesti in cui vivono hanno su di loro. Basta questo a scatenare la violenza dei compagni di classe, dei passanti per strada, perfino dei genitori. La drammatica storia di Torino, in cui il violento è un papà, è uno schiaffo a mano aperta a questa faciloneria. Vogliamo dirlo con chiarezza, una volta per tutte: servono strategie di prevenzione e contrasto complesse, che la politica non sta dando”.

Alla solidarietà di Arcigay si aggiunge anche quella del circolo “Ottavio Mai” di Torino: “Esprimiamo tutta la nostra vicinanza al ragazzo – dichiara la presidente Francesca Puopolo  e mettiamo a sua disposizione i nostri servizi, dall’assistenza psicologica a quella legale”.

Commenti

Leggi anche

Coppia gay

CHIVASSESE. Lui è gay: la coppia scoppia e lei si ritrova i debiti sul groppone

Aveva coltivato con lui sogni e passioni. Ci aveva creduto. Ci aveva sperato e ci …

TORRAZZA PIEMONTE. Una Santa Messa “pop” cattura molti più fedeli

La chiesa, non delle più grosse, è dedicata a San Giacomo Maggiore, protettore dei pellegrini …