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Smarino, il sindaco Rozzino si contraddice di nuovo

TORRAZZA. Lunedì in Comune conferenza stampa sullo smarino

Il sindaco Massimo Rozzino ha convocato una conferenza stampa per lunedì 3 agosto alle 11 nel salone comunale del municipio. Argomento: la “gestione dello smarino dello scavo della linea ferroviaria Torino-Lione nel sito di Torrazza Piemonte”.

Oltre al sindaco parleranno: l’ingegner Maurizio Bufalini, direttore generale aggiunto di TELT; l’ingegner Stefania Crotta e/o ing. Andrea Carpi della Regione Piemonte; il dottor Albino Defilippi di ARPA Piemonte.

La convocazione di questa conferenza stampa conferma, se mai avessimo ancora bisogno di conferme, la conversione a U del sindaco Rozzino sul deposito dello smarino in paese: da contrario a favorevole. Nella campagna elettorale del maggio 2019 Rozzino si era impegnato, nero su bianco nel programma elettorale, a opporsi alla “scellerata eventualità di deponia dello smarino”. Pochi mesi dopo, tra ottobre e dicembre, inaspettatamente cambia idea e in consiglio comunale esprime parere favorevole proprio a quella deponia dello smarino che in campagna elettorale era addirittura “scellerata”.

La convocazione della conferenza stampa di lunedì conferma la conversione “sì smarino” del sindaco per almeno due ragioni.

In primo luogo per le cariche dei partecipanti. Maurizio Bufalini è il direttore aggiunto proprio di TELT, la società pubblica italo-francese che costruisce il TAV della Valsusa e che porterà lo smarino dalla valle fino a Torrazza. Non potrà che rassicurarci che tutto è sotto controllo e che a Torrazza non abbiamo nulla da temere. Come ha fatto la sua TELT a gennaio: “Dagli scavi per la Torino-Lione a Torrazza Piemonte non arriverà amianto, ma solo roccia inerte che servirà a riqualificare la cava in località Cascina Goretto”. Purtroppo tanta sicurezza viene smentita due righe sotto: “Ad oggi non sono state ritrovate rocce amiantifere nel corso degli scavi del cunicolo esplorativo di Chiomonte e, qualora si trovassero durante i lavori, il progetto approvato prevede l’immediata tombatura in galleria”. Ecco, appunto “qualora si trovassero” … Vale a dire che TELT non sa nemmeno con certezza quali sostanze si trovano nelle montagne che sta scavando.

Il comunicato proseguiva: “Dal cantiere, dopo i controlli, la roccia sicura e riutilizzabile viene trasportata a Salbertrand, prevalentemente per la trasformazione in calcestruzzo… La parte eccedente non riutilizzabile verrà caricata su treno e trasportata nei siti di deposito individuati dal CIPE a Caprie o Torrazza” (NdR: i neretti sono nostri). Domanda: perché a Torrazza ci rifilano la parte che non è “riutilizzabile” e forse nemmeno “sicura”? I torrazzesi devono scontare qualche lontano peccato o hanno solo sfiga oppure a Torino e Roma chi se ne frega di Torrazza?

Ma nemmeno Salbertrand è un buon biglietto da visita per Bufalini. In quel sito da vent’anni giace del materiale contenente amianto. Nonostante alcuni sequestri dell’area disposti dalla magistratura, in vent’anni le autorità non sono riuscite a imporre ai responsabili la rimozione del materiale e la bonifica del sito. Dov’era l’ARPA? Non lo sappiamo. Ma sappiamo che ARPA non ha le forze per controllare tutto ciò che si dovrebbe controllare in Piemonte.

Nel novembre 2019 La Stampa ha dato notizia di un nuovo sequestro del sito di Salbertrand eseguito dalla Guardia di Finanza. E in febbraio Pro Natura Piemonte ha mandato alla magistratura un esposto per i reati di abbandono, deposito e trasporto non autorizzato di rifiuti. Commenta Pro Natura: “Se è stato possibile abbandonare questo enorme quantitativo di rocce amiantifere proprio qui e con tutta la attenzione che ora c’è per questo problema, quale affidabilità si può dare alle promesse che vengono fatte per lavori futuri per i quali si promette una attentissima selezione e lo smaltimento di ogni fibra di amianto, sia per quanto riguarda il cantiere sia i depositi di Caprie e Torrazza?”.

Insieme a Bufalini, nella conferenza stampa di lunedì ci sarà il dottor Albino Defilippi di ARPA, l’agenzia regionale per la “protezione dell’ambiente”. Il dottor Defilippi ci potrà garantire con assoluta certezza che mai e poi mai un filamento di amianto o di qualche altra sostanza nociva arriverà a Torrazza insieme allo smarino?

Oltre a Bufalini e Defilippi parleranno l’ingegnere Stefania Crotta della Regione e forse anche il collega ingegner Andrea Carpi. Ora, cerchiamo di non essere ingenui. L’attuale amministrazione della Regione Piemonte, al pari di quelle precedenti, sostiene fortemente la Torino – Lione. Il presidente Alberto Cirio continua a sollecitare il governo a non indugiare e a far avanzare celermente i lavori. È più che probabile che abbia scelto per la conferenza stampa di lunedì due tecnici che porteranno fedelmente a Torrazza – seppure professionalmente in modo impeccabile – la posizione della Regione. Oltretutto Stefania Crotta è stata nominata – mediante selezione tra i curricula presentati – a capo della Direzione Ambiente della Regione proprio da Cirio: una promozione, perché prima era solo vicedirettrice in un’altra direzione (vedi la DGR 23 dicembre 2019, n. 21-867).

La convocazione della conferenza stampa con quei conferenzieri, e non altri, conferma l’inversione a U del sindaco Rozzino per una seconda ragione. I conferenzieri Bufalini, Crotta, Carpi e Defilippi sono dei “tecnici”. Ebbene, dove sono finiti quegli altri tecnici? Non quelli che TELT e Regione ci mandano lunedì, ma quelli che Rozzino tre anni fa ha nominato consulenti del Comune. Parliamo dalla “Commissione Tecnica per la Nuova Linea Ferroviaria Torino – Lione” che la giunta comunale di Torrazza nominò con una delibera del 7 settembre 2017. Consulenti a titolo gratuito. Il sindaco non ha mai convocato quella commissione. Così ci risulta. Non l’ha consultata nemmeno per studiare la nuova soluzione progettuale del nastro trasportatore al posto della bretella ferroviaria.

Come mai? La risposta sta nei loro nomi: il climatologo Luca Mercalli, i docenti e ricercatori del Politecnico Angelo Tartaglia, Claudio Cancelli e Alberto Poggio, l’ingegnere e tecnico ASL della prevenzione Michele Giacosa, l’ingegnere ambientale Gabriella Soffredini, l’ingegnere FIAT e progettista dell’alta velocità Torino – Milano Roberto Vela, e altri. Tutti provvisti di un eccellente curriculum. Ma con un difetto: sono dei critici della Torino – Lione. Membri della commissione tecnica della Comunità Montana Bassa Valle di Susa nominata dieci anni fa dal presidente Sandro Plano. Tutti un pochino “no tav”, per farla breve. Solo che tre anni fa a Rozzino andavano bene, oggi non più. Andavano così bene che nello stesso 7 settembre 2017 Rozzino firmò un’altra delibera che esprimeva la contrarietà del Comune di Torrazza addirittura “alla costruzione di una nuova linea ferroviaria internazionale in Valle di Susa”. Perché ora questi tecnici al sindaco non stanno più bene? Cosa è cambiato?

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