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Massimo Rozzino
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TORRAZZA. Il sindaco Rozzino querela anche Margherita Rosso

La settimana scorsa i carabinieri di Chivasso hanno notificato anche a Margherita Rosso, cittadina chivassese, la querela depositata nel febbraio scorso dal sindaco di Torrazza Massimo Rozzino.

Agli altri cinque ambientalisti – di Chivasso, Torrazza, Mazzé, Rondissone, Castagneto Po – la querela era stata notificata fin da marzo. Ignote le cause del ritardo, che però potrebbero semplicemente essere dovute al Covid.

Il sindaco di Torrazza accusa i sei cittadini di “diffamazione aggravata a mezzo stampa, procurato allarme e abuso dell’ingenuità popolare”: citiamo dall’intervista che il sindaco aveva rilasciato allora a “La Nuova Periferia” e nella quale illustrava le ragioni della denuncia. Probabilmente l’espressione esatta è “credulità” popolare e non “ingenuità”.

Nella querela – del cui testo la “Nuova Periferia” disponeva – il sindaco dichiarava di essere stato messo al corrente dell’azione diffamatoria degli ambientalisti dal signor Enrico Clara, amministratore del gruppo facebook “Sei di Torrazza se…” e dal parroco don Maurizio Morella.

Secondo il sindaco Rozzino i sei avrebbero svolto la loro attività di diffamazione, procurato allarme e abuso della credulità popolare attraverso un volantino, gli articoli de “La Voce del Canavese”, e la pagina facebook “Noi della Terra di Mezzo”.

All’origine di tutto, probabilmente, un volantino distribuito in febbraio nel quale gli ambientalisti chiedevano al sindaco: “cos’è cambiato?”. Per molti anni, prima da consigliere di minoranza e poi da sindaco, Rozzino aveva sempre manifestato la propria contrarietà al deposito dello smarino della Valsusa nella grande cava sulla strada per Rondissone. Ma, a sorpresa, proprio su proposta del sindaco, il 27 dicembre 2019 il consiglio comunale aveva espresso parere favorevole alla “nuova soluzione progettuale” del conferimento dello smarino.

Soluzione nuova solo per alcuni aspetti secondari, come il nastro trasportatore al posto del binario tra la ferrovia e la cava: ma nella sostanza i soliti 850.000 metri cubi di smarino che saranno portati a Torrazza dalla Valle di Susa. Quegli 850.000 metri cubi di smarino contro cui Rozzino aveva sempre combattuto. Da qui la domanda che gli ambientalisti ponevano nel volantino: perché il sindaco ha mutato idea? Cos’è cambiato?

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