Home / Dai Comuni / TORRAZZA. I cittadini dicono “no” alla Tav

TORRAZZA. I cittadini dicono “no” alla Tav

Venerdì sera nel salone comunale si è svolta la prima delle tre iniziative organizzate dai comitati ambientalisti. Le altre due saranno il dibattito sulla salute di venerdì alle 21 in sala consiliare a Chivasso, con la partecipazione delle madri della “Terra dei fuochi” campana e del dottor Giovanni Bo; e la “fagiolata” in frazione Pogliani di sabato alle 20, per la quale occorre prenotarsi telefonando al 3468104652.

Sono serate dedicate a riflettere sullo stato della salute e dell’ambiente nei nostri Comuni, a unirsi per le prossime battaglie, e insieme a esprimere solidarietà a Silvano Raise, militante NO TAV da tanti anni attivo e noto nel Canavese, attualmente ai domiciliari per un episodio avvenuto in Valsusa.

Venerdì a Torrazza sono intervenuti Nicoletta Dosio, insegnante di liceo in pensione e da 25 militante No Tav, Marina Clerico, docente nel Politecnico di Torino, il sindaco Massimo Rozzino, e Paolo Chirio, sindaco di Caprie, l’altro Comune nel quale il progetto TAV prevede di mettere a deposito lo smarino.

Dosio ha cercato di estrarre il senso profondo della battaglia contro una grande opera devastante, costosa, inutile. Per farlo ha menzionato i recenti incendi della Valsusa. Certo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato ha fatto la sua parte. Ma le cause sono più antiche: “Non sono i piromani i responsabili. L’origine va cercata nell’abbandono delle nostre montagne. Nelle scelte compiute decenni fa. Si decise di destinare il nostro territorio alla grande industria, si è abbandonato tutto il resto. Ora la grande industria se ne va, e la natura trascurata e maltrattata si vendica”.

La professoressa Clerico ha illustrato il tortuoso percorso della “variante sicurezza” generata dalla delibera del CIPE 19/2015. Combinata con la nuova normativa sulle terre e rocce di scavo (D.P.R. 120/2017), la confusa “variante sicurezza” ha prodotto una riduzione delle possibilità di controllo da parte dei Comune e dei cittadini.

A proposito di controllo, il sindaco di Torrazza ha raccontato i fatti dell’estate 2015. Il cantiere di Cravasco dell’altra TAV, quella del Terzo Valico, era stato chiuso dalla  magistratura per irregolarità nella gestione del materiale contenente amianto. La ditta incaricata della bonifica aveva progettato di trasportare il MCA di troppo nella discarica torrazzese di Località Fornace Nigra, effettivamente da poco autorizzata a ricevere questo genere di rifiuti. Però gli autocarri diretti verso Torrazza trasportavano uno specifico tipo di rifiuto che la discarica non era affatto autorizzata a ospitare: i codici CER non coincidevano. Il sindaco se ne avvide e denunciò i responsabili. Era previsto l’arrivo di 300 autocarri: prima di essere fermati nove riuscirono a entrare.

Nella loro battaglia, oltre a presentare numerose altre osservazioni contrarie, i due sindaci si appellano al fatto che le aree destinate allo smarino sono già da tempo programmate per altri interventi e insediamenti. La zona della cava Trama-Cogefa, sulla provinciale per Rondissone, è interessata da un progetto industriale approvato dalla Regione. Per il piano regolatore quella è oggi area industriale, non di deponia. A Caprie sono in corso le operazioni di ripristino e recupero una cava.

Il fronte NO TAV è assai variegato. Lo dimostra la stessa composizione del tavolo dei relatori di Torrazza. Molto più variegato di quanto lascino credere i giornalisti dei quotidiani e delle televisioni nazionali. Nelle loro fantasticherie immaginano  i “no tav” come un gruppo di valligiani luddisti estranei al “mondo moderno”. Alleati con non meglio definiti “centri sociali” i cui  frequentatori indossano il passamontagna anche quando vanno a trovare la nonna. Fantasie lontane da figure come quella delle professoresse Dosio e Clerico. Sono contrari alla grande opera serissimi studiosi e insegnanti universitari delle scienze “dure”. Che le tv non intervistano mai.

Tra loro Marco Ponti, professore nel Politecnico di Milano, esperto di trasporti, consulente di amministrazioni e società pubbliche, già collaboratore della Banca Mondiale e della Commissione europea. Un prof molto lontano dallo stereotipo dell’ambientalista arrabbiato. Liberista, per niente di sinistra, un accademico che non vedremo mai a un corteo, ben poco tenero col Movimento No Tav  e col M5S che lo appoggia, il prof milanese fa soprattutto di conto. Confrontando costi e benefici è arrivato a giudicare la Torino–Lione un’opera folle. Nel suo ultimo libro Ponti le riserva gentili espressioni come “stupida” e “indifendibile” sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello economico.

Quasi dimenticavo: persino Matteo Renzi considerò la TAV un investimento “inutile”, irritando Chiamparino. Era il 2013. Poi diventò presidente del Consiglio.

Commenti

Blogger: Piero Meaglia

Piero Meaglia
Rosso relativo

Leggi anche

SAN BESSO

Non so se vi ricordate di quando, raccontando del sarcofago di Caio Atecio Valerio, vi …

finanza

Regali per pilotare gli appalti, bufera sulla sanità. C’è anche l’AslTo4

Denaro, gioielli, oggetti preziosi, favori. Chi voleva aggiudicarsi alcuni appalti nella sanità piemontese non doveva …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *