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TORRAZZA. A maggio un caso di Covid in Comune ha portato alla chiusura degli uffici

Finalmente svelato il mistero della chiusura degli uffici comunali del 26 e 27 maggio: un dipendente del Comune era risultato positivo al Covid e gli uffici sono stati chiusi due giorni per consentire la sanificazione e la disinfezione dei locali e degli automezzi dell’ente.

Forse un mistero poco misterioso: possiamo immaginare che parecchi torrazzesi sapessero, ma noi non abbiamo avuto le prove finché il Comune non ha deciso, con due mesi di ritardo, di risponderci in modo esauriente.

Riepiloghiamo: il 25 maggio compare all’ingresso del Comune e nel sito un avviso: “Si avvisa che per motivi di emergenza sanitaria gli uffici comunali resteranno chiusi nei giorni 26 e 27 maggio”.

Cos’era accaduto? Pochi giorni dopo, all’inizio di giugno, lo abbiamo chiesto al sindaco Massimo Rozzino mediante regolare accesso agli atti via posta certificata.

Nel mese seguente, il 3 luglio, il Comune respinge la nostra richiesta citando l’articolo art. 5-bis, comma 2, lett. A) del Decreto Legislativo n. 33/2013.

Il quale dispone che l’accesso agli atti venga negato “se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno dei seguenti interessi privati: a) la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia”.

Per dirla alla buona, il Comune respingeva la nostra richiesta di informazioni a tutela della privacy di qualcuno.

A quel punto abbiamo mandato al Comune una domanda di “riesame”, indirizzata al segretario comunale in quanto Responsabile della Trasparenza dell’ente: a noi non interessava sapere il nome o i nomi delle persone eventualmente coinvolte.

Noi volevamo solo conoscere cos’era successo: il Comune poteva tranquillamente spiegarci l’accaduto senza fare nomi.

Siamo ricorsi alla domanda di riesame dopo avere cercato invano di ottenere informazioni dall’ASL, che ci ha suggerito di rivolgersi al Comune. Abbiamo pure fatto un tentativo con un consigliere comunale con il quale eravamo riusciti a stabilire un certo dialogo: ma la sua risposta è stata evasiva.

Comunque, il 3 agosto ci arriva finalmente le risposta del segretario comunale. La chiusura degli uffici si era resa necessaria perché un dipendente aveva comunicato al Comune di essere risultato positivo. Una chiusura disposta in base ad alcuni protocolli emergenziali che gli enti pubblici devono applicare. 

Prosegue la lettera del segretario: “In prima istanza, nell’impossibilità di provvedervi immediatamente per mancata disponibilità di ditta specializzata nel settore, venne programmata per il giorno 27/05/2020 l’operazione di sanificazione e di disinfezione di tutti i locali adibiti ad uffici comunali e degli automezzi che conseguentemente impediva la presenza del personale dipendente nei luoghi di lavoro”.

Infine, una precauzione non imposta dal Comune ma adottata dagli stessi dipendenti: “Sempre in via precauzionale in quei giorni alcuni dipendenti si sono sottoposti volontariamente ad alcuni esami specialistici del caso, mentre altri sono stati posti in isolamento fiduciario da parte dei rispettivi medici di base ed altri invece non erano in servizio presso il Comune di Torrazza Piemonte o erano in smart working”.

Il Comune ha impiegato due mesi a risponderci e perciò noi informiamo i nostri lettori con due mesi di ritardo. Non per causa nostra. Ci poniamo una domanda: non avrebbe dovuto essere il Comune stesso a informare subito i cittadini dell’accaduto?

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