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TORINO. Violenza donne: panchine rosse per lotta, ma progetto divide

Un monumento alla cultura della non violenza da esportare in tutta Italia. Torino, e il Piemonte, rilanciano il progetto ‘panchine rosse’ e, contro le critiche del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, annunciano l’intenzione di voler portare in tutta Italia il simbolo torinese della lotta alla violenza contro le donne.

“I miei consiglieri hanno fatto bene a votare contro una presa in giro, sulle panchine rosse si siedono i papponi”, ha affermato il leader del Carroccio in una intervista alla Stampa, dopo che gli esponenti locali del centrodestra hanno bocciato l’intenzione di finanziare altre panchine della Circoscrizione 6, il quartiere che ha lanciato il progetto ideato dal writer Karim Cherif. Una scelta criticata anche all’interno della Lega e contro la quale oggi si è scatenata una vera e propria campagna social.

A lanciarla Nadia Conticelli, la presidente Pd della Circoscrizione, che si è fatta immortalare seduta su una delle panchine rosse con il cartello “io non sono un pappone”. Ad imitarla tanti abitanti di Barriera di Milano, quartiere periferico e popolare di Torino. Giovani e meno giovani, politici e non, uniti dal desiderio di difendere un progetto che ora la Commissione Pari Opportunità del Consiglio regionale, presieduta da Paola Berzano, vuole portare in tutta Italia.

“Confermo pubblicamente la mia disponibilità a sostenere il progetto di allargare, su scala regionale e poi nazionale, la campagna di sensibilizzazione delle panchine rosse”, annuncia Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte e referente per le Pari Opportunità della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali.

“L’idea è quella di coinvolgere tutte le scuole – spiega la Berzano -. Oltre a dipingere di rosso le panchine vorremmo che avessero una targhetta con impresso il 1522, il numero verde nazionale contro la violenza sulle donne e lo stalking. Stiamo gettando le basi di un progetto che vorremmo portare a compimento il prossimo novembre, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne – spiega – un fenomeno ancora troppo diffuso e, purtroppo, molto più vicino di quanto si possa pensare”

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Blogger: Fabio Mina

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