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TORINO. Terrorismo: Fai; misure cautelari anche per Cospito e Gai

Ci sono anche Alfredo Cospito e Nicola Gai, già condannati in appello per l’attentato all’ingegnere Roberto Adinolfi, tra i sette anarchici raggiunti da una ordinanza di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione ‘Scripta Manent’ della Polizia di Stato. Nei loro confronti, sostengono gli investigatori, è stato riscontrato il “grave pericolo di inquinamento probatorio”. 

Sottoposti alla misura cautelare detentiva in carcere anche Anna Beniamino, 46 anni, Marco Bisesti, 33 anni, Alessandro Mercogliano, 43 anni, Danilo Emiliano Cremonese, 40 anni, e Valentina Spaziale, 39 anni. Nei loro confronti, sostengono gli investigatori della polizia, è stata ravvisata “l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine al pericolo concreto e attuale della perpetrazione di gravi reati analoghi” a quelli contestati.

Anche due anarchici genovesi sono stati perquisiti, pur non essendo indagati, nell’ambito dell’operazione Scripta Manent della Digos di Torino che ha portato all’arresto di sette appartenenti alla cellula Fai e all’iscrizione nel registro degli indagati di altri otto.

Si tratta di un uomo e una donna, di circa 35 anni, residenti nel centro storico cittadino e già noti alle forze dell’ordine per la loro appartenenza all’area anarco-insurrezionalista. Nel corso delle perquisizioni nei due appartamenti dove vivono è stato sequestrato del materiale ora al vaglio degli inquirenti.

Ha toccato anche l’Abruzzo, e in particolare la provincia di Pescara, l’operazione portata a termine all’alba dalle Digos delle Questure di Pescara Viterbo, Roma e Torino, coordinate dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Polizia di Stato, con l’arresto di sette anarchici della Federazione Anarchica Italiana (Fai) accusati di associazione di stampo sovversivo, finalizzata al terrorismo: due sono abruzzesi e vivono a Montesilvano (Pescara) dove sono stati arrestati dagli agenti della Digos della Questura di Pescara, coordinati dal vicequestore aggiunto Leila Di Giulio. In queste ore, contestualmente all’esecuzione delle ordinanze, sono in corso le perquisizioni domiciliari a carico degli indagati. L’indagine, durata anni, è partita dopo i primi atti eversivi attribuiti alla cellula eversiva che aveva collegamenti con altri gruppi anarco-insurrezionalisti del vecchio continente.

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