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Mario Virano
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TORINO. Tav: Virano contro Cantone su interdittive antimafia

La Tav fa litigare (seppure a distanza) anche coloro che “la vogliono”. E’ successo oggi tra il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, da un lato, dall’altro il commissario di governo per la Tav, Mario Virano, e la società Lyon Turin Ferroviaire, che si occupa del progetto di realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino Lione.
Motivo del contendere, la possibilità di infiltrazioni mafiose negli appalti riguardanti l’opera.
Cantone oggi a Milano in un’audizione davanti alle commissioni Antimafia ed Expo del Comune di Milano e Regione Lombardia ha detto: “quelli della Torino-Lione saranno lavori in cui non ricorreranno interdittive antimafia, perché sono in base al diritto francese dove non c’e’ interdittiva antimafia”.
Secondo Catone, rispetto all’Expo quello della Tav si profila come un “caso anche più clamoroso” di grande opera in cui le aziende straniere non possono essere sottoposte a controlli antimafia.
Immediata, e irritata, la replica del commissario di Governo Virano. “La Torino-Lione sarà ‘crime free’ indipendentemente dalla collocazione territoriale dei cantieri – ha dichiarato -.
E’ concordato che sul lato italiano si applica integralmente la normativa antimafia italiana, estendendola anche al lato francese”. Virano ha tenuto a sottolineare che il nuovo regolamento dei contratti “fa proprie tutte le cautele italiane, beneficiando anche dell’aggiornamento della legislazione francese”. Non solo recepisce le direttive comunitarie in materia, ma fa scattare tutte le interdittive specifiche.
“Ricordo che non appena Cantone si è insediato al vertice dell’Autorithy anti-corruzione gli ho rappresentato                 la specificità delle problematiche tra Italia e Francia in materia di antimafia, trovando la sua viva attenzione sull’argomento”.
ha aggiunto Virano.
La Tav è opera “garantita” dal punto di vista dei controlli messi in campo contro eventuali infiltrazioni. Lo ha ribadito anche Ltf, che in serata ha diffuso una nota a Torino: “Al 30 novembre 2014 sono state effettuate dalla Prefettura di Torino 435 informative antimafia a società e imprese collegate (anche in sub-appalto) che hanno fatto richiesta di lavorare per Ltf.
Di tutte le richieste, quattro hanno ricevuto una ‘interdittiva’, pari allo 0,92% del totale”. Ltf ha tenuto a sottolineare che “vengono regolarmente applicate le più restrittive normative antimafia per tutti i lavori sul territorio italiano”, e che “sono al vaglio diverse ipotesi per estendere le norme anche in Francia e fare della Torino Lione un’opera ‘crime free'”.

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Blogger: Andrea Bucci

Andrea Bucci
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