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TORINO. Tav: Radicova, si va avanti. Toninelli, nessun bando

Per l’Europa, ha affermato oggi a Torino la coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, “il risultato dell’appuntamento di ieri a Parigi è chiaro: il progetto Tav continua”, pur nel “pieno rispetto per le decisioni di ogni governo, che può scegliere in qualsiasi momento di ritirarsi, di spendere oppure perdere il denaro messo a disposizione”. Il riferimento è al cda di Telt tenuto a Parigi, che ha dato il via libera ai bandi per completare la parte italiana della Torino-Lione. E ovviamente al governo italiano, a cui l’Europa ha dato ancora un mese di tempo per decidere se procedere o meno con l’opera. “Non è partito alcun bando”, puntualizza il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Si tratta, ha sostenuto l’esponente pentastellato, di “manifestazione d’interesse da parte di eventuali imprese, che durerà tre mesi, e ha la clausola del recesso senza oneri e senza alcuna motivazione da parte dello Stato interessato”. Invita al buonsenso il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, secondo cui “il combinato disposto delle Olimpiadi assegnate a Milano e Cortina, del via libera ai bandi per la Tav e lo sblocca-cantieri rappresenta un’importante iniezione di fiducia”. A patto, però, “che la Torino-Lione venga realizzata secondo il progetto originario”, e che “non si parli di mini-Tav”. Toninelli avverte: “Chi promette più soldi dicesse agli italiani che deve passare dal Parlamento europeo e perché sia approvato passeranno due anni”. Ed il governatore piemontese Alberto Cirio si dichiara “molto fiducioso”, anche per i “mutati rapporti di forza all’interno del governo dopo le Europee”. “Sulla Torino-Lione – afferma Cirio – l’Europa ci chiede un segnale. Ho già scritto una lettera al premier Conte, che parte oggi. Non serve un atto formale, ma ci viene chiesto un segno perché i bandi pubblicati ieri possano essere adeguatamente completati con i capitolati che renderanno l’opera irreversibile. La Tav va realizzata senza se e senza ma, e nella sua versione originale. Abbiamo dato il via libera ai bandi anche perché diamo per scontato il sì del presidente Conte. Non perché mi fidi ciecamente del presidente del Consiglio, ma perché vedo la situazione politica italiana e mi fido di Matteo Salvini, e del fatto che sulla Tav ha una posizione netta e che oggi il suo peso nel governo è determinante”. A poche ore dallo sblocco dei bandi, intanto, torna a farsi sentire la protesta dei No Tav in Valle di Susa. Una quarantina di attivisti ha bloccato una strada all’interno del perimetro del cantiere di Chiomonte. Tra loro numerosi esponenti di Askatasuna. Identificati dalla Digos, verranno denunciati.

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