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TORINO. Tav: movimento oppositori, Torino-Lione è delitto climatico

La nuova ferrovia ad alta velocità Torino-Lione “è un delitto climatico”. E’ la definizione dell’infrastruttura data dal movimento No Tav, che domani darà vita in Valle di Susa (Torino) a una nuova marcia. “Qualsiasi strategia che si propone di ottenere una riduzione immediata dei consumi energetici (come ad esempio la riqualificazione energetica degli edifici e l’installazione di impianti per produrre energie rinnovabili) – spiega il movimento No Tav – è da preferirsi rispetto alle Grandi Opere come la Torino-Lione che già durante la fase di cantiere emettono gigantesche quantità di CO2. Per il tunnel ferroviario di base della Torino-Lione – lungo 115 km e composto da due canne di 57,5 km cadauna – non è stato rilasciato dai proponenti alcun studio certificato di bilancio di carbonio che dimostri che l’opera possa ridurre effettivamente le emissioni climalteranti derivanti dal trasporto delle merci su tale nuova tratta”. Secondo il movimento contro la Torino-Lione, inoltre, “la dimensione del cantiere del tunnel di base (scavo totale di 42 milioni di metri cubi di materiali), l’elevata potenza dei treni, nonché i consumi energetici per il raffreddamento e la ventilazione del tunnel di base tra Italia e Francia in fase di esercizio (circa 190 GWh/anno, pari alla domanda di circa 70.000 famiglie) vanificherebbero ogni eventuale futuro risparmio di emissioni serra”. Il ritrovo dei manifestanti per la marcia No Tav è domani, alle 12, a Susa, da dove partirà la marcia diretta a Venaus, il paese poco più monte teatro l’8 dicembre 2005 degli scontri tra manifestanti e polizia, un momento di alta tensione dopo di che partì la revisione del progetto della Tav Torino-Lione.

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