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TORINO. Smaltivano rifiuti in ossari dei cimiteri per risparmiare

Sacchi di plastica, resti di legno e materiale ferroso finivano negli ossari di alcuni cimiteri nel Torinese, mescolati alle ossa dei defunti e, in alcuni casi, con resti umani non ancora decomposti. Questa la macabra scoperta dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Torino, che hanno denunciato il titolare di una cooperativa di Pinerolo.
All’uomo, 69 anni, sono contestati i reati di discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti pericolosi. Sanzionato per circa 40mila euro, i militari gli hanno imposto anche la bonifica degli ossari. Che è già stata effettuata. Nessun reato è stato invece contestato per la sottrazione degli effetti personali dai cadaveri, che venivano gettati o suddivisi tra gli operatori anziché essere restituiti ai famigliari.
Dall’inchiesta, coordinata dal pm Laura Longo, sono emerse irregolarità nei cimiteri di Rivoli, Villarbasse e Grugliasco.
Gli accertamenti proseguono per accertare eventuali responsabilità dei dipendenti della cooperativa sociale, che si occupa di diversi servizi e attività. “Potrebbe trattarsi di sciatteria – ipotizzano gli inquirenti – Gli operatori devono riesumare il cadavere, controllare se è completamente scheletrizzato e poi deporlo negli ossari, grossi parallelepipedi molto profondi. Lì dentro ci dovrebbero essere solo ossa, di sicuro non rifiuti”.
I controlli sono scattati nell’ambito dell’indagine sulle presunte truffe nelle esumazioni e sui furti degli effetti personali dei defunti nei cimiteri torinesi. Lo scandalo era scoppiato lo scorso marzo, quando quattordici dipendenti della società Afc (Azienda comunale dei servizi cimiteriali), in servizio al cimitero Parco di Torino, erano stati arrestati dai carabinieri. Sedici i denunciati. Balzati alle cronache come gli ‘sciacalli’ dei camposanti, spogliavano i cadaveri di orecchini, bracciali, collane, denti d’oro e ogni tipo di prezioso. Dal primo filone dell’inchiesta, seguita dal pm Gianfranco Colace che in questi giorni sta ricevendo le prime richieste di patteggiamento, sono emerse ulteriori irregolarità. A maggio, la Procura di Torino aveva indagato, con l’accusa di vilipendio di cadavere, trenta necrofori di alcune società che gestivano – chi in regime di concessione, chi in regime di appalto – il servizio di estumulazione ed esumazione proprio nei camposanti di Rivoli, Grugliasco e Villarbasse.(

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