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TORINO. Sanità: urologia senza bisturi con microfibre laser

Il sesto meeting internazionale Technology and Training in Endourology, in corso dal 20 settembre a oggi all’ospedale Cottolengo, vede Torino in prima linea nell’utilizzo di laser a olmio e strumenti endoscopici miniaturizzati in grado di intervenire in urologia senza bisturi. “Le fibre che emettono l’energia laser – spiega Cesare Marco Scoffone, direttore della Struttura Complessa di Urologia dell’ospedale Cottolengo – hanno un diametro di 0,2-0,5 mm.

Introdotte in mini strumenti endoscopici rigidi e flessibili sono infatti in grado di raggiungere e trattare l’intero apparato urinario. In questo modo è ora possibile trattare con successo malattie urologiche molto diffuse, come la calcolosi renale (in Italia la prevalenza varia dal 4% al 20%), l’ipertrofia prostatica benigna (IPB, che colpisce il 50% degli italiani over 50 anni e l’80% degli ultrasettantenni). Il laser a olmio – rimarca Scoffone – permette inoltre di rimuovere i tumori della vescica (il secondo tumore urologico più frequente, che colpisce oltre 25.000 persone all’anno) e della via escretrice come ad esempio il tumore dell’uretere consentendo il mantenimento degli organi che altrimenti andrebbero rimossi”.

L’innovativa metodica, in uso da oltre 5 anni nel centro del Cottolengo – è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale e vanta già una mia casistica di centinaia di interventi effettuati con successo e in tutta sicurezza.

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