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picchioni rolando
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TORINO. Salone Libro: è polemica sull’Arabia Ospite 2016

Fa discutere alla vigilia della chiusura della 28/ma edizione del Salone del Libro di Torino, la scelta di avere come paese ospite d’onore nel 2016 l’Arabia Saudita e in un primo giro fra gli stand, in una domenica meno affollata del solito, serpeggia la voce che gli editori abbiano venduto meno degli altri anni.
“Non è partita da noi la scelta di ospitare l’Arabia Saudita.
Le scelte sono spesso frutto di richieste e quando ne arrivano di questo tipo hai due vie: o tiri giù la saracinesca o cerchi di avviare un dialogo” spiega all’ANSA Ernesto Ferreo, direttore del Salone di Torino che non si sa ancora se verrà confermato per la prossima edizione. Certo, questa potrebbe essere l’ultima edizione in tandem con il presidente, Rolando Picchioni. I loro contratti scadono a luglio. “E’ un modo – sostiene anche Picchioni – per conoscere una realtà di cui non sappiamo molto.
Il problema è fare una giusta contaminazione con tutti. Noi siamo una specie di social network aperto a tutti i confronti. I processi di cambiamento si fanno con tutti, mai da soli”.
Non è, infatti, sottolinea anche Ferrero “che con questa presenza ci si vuole appiattire sul profilo del paese ospite.
Non ci sono molti titoli però andiamo a vedere queste carte. A volte siamo diffidenti sulle cose che non conosciamo di un paese” aggiunge Ferrero. Dal canto suo anche il presidente dice che “se hanno pochi titoli lo andremo a verificare in un clima di apertura e democrazia”.
Ferrero non è per nulla preoccupato neppure per i problemi di sicurezza che ospitare un paese come l’Arabia Saudita potrebbe creare. “Non vedo proprio rischi di questo tipo. Non è come una volta quando i nazisti organizzavano roghi di libri. Abbiamo già ospitato in passato l’Egitto e non è successo niente”.
La polemica ricorda da vicino quella sorta dopo la decisione di avere come Paese Ospite Israele nel 2008: per mesi ci furono cortei di protesta, incontri in università e annunci di boicottaggio.
Quest’anno a questo si uniranno nei prossimi mesi le indiscrezioni e discussioni intorno al possibile cambio ai vertici della kermesse. “Non dipende da me ma dal presidente Sergio Chiamparino e dal sindaco Piero Fassino. Come sempre c’è qualcuno che ambisce. Spero facciano per il meglio. La macchina c’è ed è molto valida” sottolinea Ferrero. E Picchioni auspica “correttezza perchè si sta parlando in un momento un cui si sta svolgendo un salone con ottimi risultati. In questi 15 anni abbiamo rivoluzionato l’organizzazione del Salone portandolo a dei numeri inimmaginabili prima. Se poi la rottamazione è il concetto che legittima tutto non ho altro da dire”.

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