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Piero Fassino

TORINO. Salone Libro: alibi Fassino, non c’ero a riunione conti

“Chiunque mi conosca sa che in tutti gli incarichi istituzionali che ho ricoperto ho sempre agito con correttezza e trasparenza, nello scrupoloso rispetto della legge, per la tutela degli interessi pubblici”. Dice questo Piero Fassino dopo l’interrogatorio reso in procura nell’inchiesta sul Salone del Libro.
E’ stata una giornata lunghissima, quella dei pm Enrica Gabetta e Gianfranco Colace e dei carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria: cinque ore di domande all’assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, e poi quattro ore e mezzo all’ex sindaco, indagati entrambi. Non è mancato il colpo di scena. Fassino, affiancato dall’avvocato Carlo Federico Grosso, ha presentato un alibi: documenti alla mano, ha spiegato di non avere preso parte alla riunione alla Compagnia di San Paolo in cui, l’11 novembre 2015, si discusse dei conti del Salone del Libro in un modo che i pm ritengono poco opportuno.
Era in Consiglio comunale: e la seduta terminò oltre la mezzanotte. “E quindi – ha ribadito – non posso di certo avere inciso sulle scelte di bilancio della Fondazione”.
La Parigi, ai giornalisti che le chiedevano se ci saranno conseguenze politiche in Regione, non ha risparmiato una battuta: “L’avviso di garanzia è uno strumento a tutela dell’indagato. Se tutti gli amministratori dovessero dimettersi per questo, ne resterebbero pochi disponibili”.
L’inchiesta, che annovera una trentina di indagati, corre lungo due binari: la presunta turbativa dell’iter per affidare l’organizzazione della fiera alla società Gl Events, insieme a pasticci nei bilanci e nella valutazione economica del marchio ‘Salone’. Accuse che Fassino e Parigi hanno respinto.
“Alla riunione di novembre – ha detto l’assessora – c’erano quindici altre persone e si parlò solo della necessità di ripianare il bilancio 2015”.
“Da parte mia – ha detto l’ex primo cittadino – non c’è stato nessun intervento volto a condizionare il cda. Mi limitai a evidenziare la necessità che ogni soluzione assicurasse il mantenimento degli alti standard qualitativi maturati negli anni. Quanto alla gara per le edizioni 2016-18, non me ne sono mai occupato. La mia unica finalità – ha concluso – è sempre stata la tutela dell’interesse della città e il miglior andamento del Salone, garantendo le risorse necessarie”

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