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TORINO. Regioni: Chiamparino, “senza progetto? Accuse insensate”

“Un punto che vorrei affrontare sono le accuse che ci sono state rivolte di non avere un preciso progetto politico. Al di là del fatto che quando non si sa bene cosa dire la si butta in politica, mi sembra chiaro che non siamo certo noi quelli che descrivono il Piemonte come ‘il migliore dei mondi possibili’. Siamo molto consapevoli dei problemi che abbiamo davanti, ma siamo convinti di aver fin qui agito con responsabilità e siamo molto orgogliosi di quanto abbiamo fatto”. Lo ha affermato il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, intervenuto questo pomeriggio in aula durante la discussione del bilancio di previsione 2017-19.

“Aver risanato il bilancio ed essere usciti da piano di rientro della Sanità – ha aggiunto – avrà conseguenze profonde.

Ad esempio i fondi europei sono tutti cofinanziati, e riguardano lo sviluppo dell’innovazione, della coesione sociale, la crescita dell’ agricoltura. Abbiamo in Finpiemonte uno strumento in più che facilita l’accesso al credito, e che ci permette di affrontare temi cruciali come il venture capital. Abbiamo gli investimenti sugli ospedali piemontesi, progetti che rispondono a quelle che riteniamo essere le esigenze del nostro territorio, e che sono orgoglioso di poter lasciare da completare a chi verrà dopo di noi”. 

“Ci vuole un bel coraggio a dire che abbiamo ridotto il Piemonte ‘al pian dei babi’ (in piemontese ‘al livello dei rospi, col sedere per terra’, ndr), soprattutto se a dirlo è chi, negli anni scorsi, ha portato la nostra Regione a un livello in cui anche gli anfibi più disponibili ad adattarsi non avrebbero potuto sopravvivere”.

Così il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, questo pomeriggio in aula nella discussione sul bilancio.

“Non sto facendo oggi un conto ragionieristico, e lo dico da ragioniere – ha affermato Chiamparino – ma sto descrivendo una situazione che ha ripercussioni importanti sul piano politico ed economico, perché tutto questo è avvenuto senza ridurre, anzi aumentando la spesa sociale, sviluppando la programmazione ambientale, dando nuovo impulso al trasporto metropolitano con la procedura competitiva per il nodo ferroviario di Torino, e organizzando con i presidenti Giovanni Toti e Roberto Maroni una cabina di regia sulla logistica che permetterà al Piemonte di avere un ruolo cruciale nello sviluppo del nord-ovest”.

“Ricordo poi ancora – ha aggiunto – l’operazione fatta sul diritto allo studio universitario, dove negli anni precedenti al nostro insediamento si era scesi sotto ogni livello di decenza, perché i giovani rappresentano scienza e capitale umano ed è inutile sciacquarsi la bocca ai convegni e poi ridurre i fondi per il diritto allo studio”.

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