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Sergio Chiamparino

TORINO. Regioni: Chiamparino, “manca consapevolezza della situazione”

“Credo non ci sia sufficiente consapevolezza della gravità degli sforzi ancora da fare per mettere la macchina regionale in grado di lavorare in modo utile”. Lo ha affermato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, in apertura del suo intervento sul bilancio che sta per essere approvato nell’aula del Consiglio regionale.

“Chi arrivasse qui senza nulla sapere – ha osservato Chiamparino – penserebbe di essere davanti all’albero della cuccagna. Un paio di realtà associative aziendali di estrema serietà sono venute da me a chiedere delle sponsorizzazioni assolutamente fuori dal mondo, e questo mi ha fatto pensare che non ci sia consapevolezza della situazione in cui eravamo e in cui ancora ci troviamo”.

“Da un lato sarebbe un fatto positivo, con la nostra serietà di comportamenti – ha aggiunto – stiamo facendo credere che la Regione viva una realtà positiva. Ma ritengo negativo che non si capisca quello che abbiamo dovuto e dovremo ancora affrontare.

Abbiamo affrontato il bilancio regionale con grande determinazione, consapevoli innanzitutto di quanto un veicolo senza strumenti per muoversi sia inutile”.

“Siamo orgogliosi del pezzo di strada fatto finora. Abbiamo risanato il bilancio della Regione e siamo usciti dal piano di rientro dal debito della sanità, il che significa non solo avere messo il veicolo in grado di marciare, ma anche determinare delle conseguenze positive concrete sull’economia piemontese”. Lo ha affermato il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, intervenuto nella discussione sul bilancio 2017-19 della Regione, questo pomeriggio in Consiglio regionale.

“In ogni caso – ha rimarcato Chiamparino – noi non siamo quelli che illustrano il Piemonte come il Candide di Voltaire.

Siamo consapevoli dei problemi, e finché ci sarà una persona che cerca lavoro e non lo trova, questo sarà per noi motivo di insoddisfazione e stimolo a operare per risolvere la situazione.

E lo stesso vale finché ci saranno persone costrette a lavorare per 400 euro al mese”.

“Avere risanato i conti – ha ribadito – vuole dire automaticamente avere ripercussioni importanti sul piano politico ed economico. E siamo soddisfatti di averlo fatto senza diminuire, ma anzi aumentando la spesa sociale”.

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