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TORINO. Preso a sprangate, uccise con coltello; fu ‘eccesso colposo’

Inseguito e preso a sprangate da due persone, reagì con un coltello e uccise uno dei suoi antagonisti. Ma si trattò di un “eccesso colposo” in legittima difesa e, quindi, l’albanese Haziz Polizi, cinquantenne, è stato condannato a tre anni di carcere dopo un procedimento giudiziario passato per la Corte d’assise d’appello di Torino e terminato in Cassazione.
Il fatto risale al primo agosto 2015 e si verificò ad Alessandria davanti a una sala bingo. La difesa ha sostenuto la tesi della legittima difesa “piena”, ma gli Ermellini hanno confermato la linea seguita dai giudici del capoluogo piemontese: l’imputato (che fra l’altro aveva la mano sinistra fratturata dai colpi) fece bene a prendere il coltello “per difendersi da una situazione soverchiante”, ma con l’arma “avrebbe potuto limitarsi a controllare gli avversari”; invece “approfittò di una circostanza favorevole” perché trafisse “a viva forza” al torace l’avversario quando questi cadde a terra perdendo la sbarra di ferro.
La Cassazione, nel motivare la sentenza, ribadisce il principio secondo cui “l’eccesso colposo si verifica allorché la giusta proporzione tra offesa e difesa sia venuta meno per colpa, intesa questa come errore inescusabile, nel calcolare il pericolo e i mezzi di salvezza”.

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