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TORINO. Piemonte diventa snodo centrodestra, duello su Cirio

La decisione è ormai imminente.
Festeggiato il “grande successo” della coalizione in Basilicata, “sottratta al dominio della sinistra dopo oltre vent’anni”, il centrodestra punta ora il Piemonte. L’appetito vien mangiando, diceva il vescovo Angest di Mans nel Gargantua e Pantagruel, ma sul tavolo resta il nodo del candidato governatore. “Non mi importa di che partito sarà, ma che si ponga rimedio il prima possibile al governo di Chiamparino”, sostiene Matteo Salvini.
Con la Lega che, numeri alla mano, potrebbe però tentare l’opa sulla coalizione imponendo l’imprenditore Paolo Damilano, espressione della società civile. “C’è già un accordo sottoscritto tra noi, Giorgetti e La Russa. Non c’è alcun motivo perché venga ridiscusso: pacta sunt servanda”, ribattono autorevoli fonti di Forza Italia, ferma sulla candidatura dell’eurodeputato Alberto Cirio.
L’incontro decisivo, dopo le telefonate di oggi, è previsto in settimana. “Non si può più perdere tempo. In Piemonte possiamo vincere, come in Regione considerate ben più inespugnabili come la Basilicata, ma bisogna dar tempo ai cittadini di conoscere la nostra proposta. Vediamoci e risolviamo il tema della candidatura alla presidenza”, è l’appello di Giorgia Meloni, che annuncia l’avvio della campagna elettorale di Fratelli d’Italia proprio da Torino. E ricorda agli alleati che il centrodestra “è un patrimonio da salvaguardare tutti insieme”.
“L’obiettivo è quello di costruire una squadra forte, con dei valori, che rappresenti un punto di rottura rispetto al passato. Sono fiducioso che il candidato presidente sia Alberto Cirio, perché credo abbia il profilo giusto e l’esperienza necessaria per fare il governatore”, sostiene il coordinatore piemontese degli azzurri, Paolo Zangrillo. Che bolla come “una sconfitta” una eventuale candidatura della società civile, “perché vorrebbe dire che la politica non è in grado di costruire una classe dirigente”. E tende la mano alla Lega, con cui – assicura – “il rapporto è continuo” e il confronto è “sul metodo” più che sui nomi. Parole distensive, che non nascondo le fibrillazioni, soprattutto tra i berlusconiani. “Forza Italia è l’unico partito a perdere consenso, solo chi ha saputo interpretare un centrodestra nuovo e diverso viene premiato”, osserva il governatore della Liguria, Giovanni Toti, convinto che il rischio per Forza Italia sia quello di “scivolare nell’irrilevanza politica”. “Nessuno nega che esistano problemi – risponde la presidente del gruppo Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini – e che si possa sempre fare di più, ma il risultato in Basilicata è indiscutibilmente positivo. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme per chiudere sulla candidatura di Cirio in Piemonte, per il risultato di Forza Italia e soprattutto del presidente Berlusconi alle elezioni europee”.

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