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l’ospedale sant’anna di torino dove è nato il piccolo Nicolas.

TORINO. Per Giovannino si cerca ‘casa’ ma esplode la polemiche

E’ polemica sul caso di Giovannino, il bimbo affetto da una rarissima e incurabile patologia della pelle, abbandonato dai genitori all’ospedale Sant’Anna di Torino subito dopo la nascita, avvenuta tramite fecondazione assistita. I medici chiedono di rispettare la “dolorosa scelta di madre e padre” e si prendono cura di lui, in attesa che il Comune, insieme al Tribunale dei Minori, decida a chi affidarlo. Il mondo politico si divide tra chi, come i Radicali, pensa che per Giovannino “sia meglio non sopravvivere” e chi, come Fratelli d’Italia, critica “la cultura della morte”. Il piccolo ha da poco compiuto quattro mesi. Ha il corpo ricoperto di placche e squame a causa di una malattia genetica chiamata Ittiosi Arlecchino. Una patologia rarissima, che colpisce un bimbo su un milione. Non ha problemi neurologici, ma è completamente sfigurato da croste e vesciche che rendono impossibile anche solo intravederne gli occhi. “E’ un bambino normale – spiegano i medici – Con una malattia che richiede enorme impegno e dedizione”. Una malattia che i suoi genitori, forse per paura, forse per questioni economiche, non se la sono sentita di affrontare. “Chiunque di noi, potendo conoscere la diagnosi durante la gravidanza, abortirebbe – scrive sui social il ginecologo Silvio Viale, esponente dei Radicali – C’è da sperare che non sopravviva, mentre bisogna garantire un’assistenza adeguata per il periodo che dovesse sfuggire alla morte”. Una posizione che il consigliere regionale Maurizio Marrone (FdI) definisce “disumana. E’ la cultura della morte e dell’eugenetica, che non accettiamo trovi espressione nelle strutture sanitarie piemontesi”. Marrone annuncia un’interrogazione in Consiglio regionale: “la Regione chieda il deferimento di Viale all’Ordine dei Medici. Un bambino malato non può essere trattato come un pacco difettoso di Amazon da rendere al mittente”. E, mentre la discussione continua sui social, è scattata una gara di solidarietà: offerte di accoglienza e adozione arrivano da tutta Italia. Capofila la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Il Cottolengo, non è però la sola opzione. “Da alcuni mesi la Casa dell’Affidamento e il servizio dell’assessorato al Welfare stanno vagliando diverse disponibilità di accoglienza”, spiega il Comune di Torino. Una scelta non facile: “La selezione dev’essere accurata”, spiegano i medici. “Giovannino è il più mammone di tutto il reparto”, raccontano gli infermieri. Ha iniziato a sorridere. E continua nella sua lotta contro quella malattia che non solo deturpa il corpo, ma generalmente uccide nelle prime settimane di vita.

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