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Daniele Viotti
Daniele Viotti

TORINO. Pd: Viotti, “non ci sarò alla segreteria sulle firme per impegni Ue”

L’europarlamentare Daniele Viotti, esponente del Pd di area Civati, non parteciperà alla segreteria regionale sul tema firme alle regionali convocata dal segretario Davide Gariglio per questa sera. “Purtroppo – afferma – sarò impegnato nei lavori parlamentari a Bruxelles”.
“Ho accolto con piacere – dice Viotti – la notizia della convocazione della direzione regionale. Siamo però in ritardo di almeno tre settimane rispetto a quando l’avevamo chiesta per la prima volta”.
“Oggi si discute delle firme false – aggiunge – ma avremmo bisogno di una riflessione capace di tenere unite tutte le vicende oscure che hanno riguardato il Pd negli ultimi mesi. Sia a livello regionale, sia a livello torinese. Avevamo chiesto una commissione interna non per sostituirci al lavoro della magistratura, ma per fare chiarezza. Non vogliamo chiamarla commissione d’inchiesta? Chiamiamolo gruppo di lavoro. Un gruppo di lavoro dove personalità del partito aiutino la commissione di garanzia a dare risposte. Chi pensa siano questioni tecniche perde di vista la responsabilità politica”.
“Il partito regionale – dice ancora Viotti – è responsabile delle scelte politiche che ci hanno portato a questo punto.
Scelte che noi non condividevamo. E non è vero, come invece ha affermato Stefano Esposito, che le responsabilità politiche sono uguali per tutti negli organismi dirigenti del partito. Perché c’è chi ha criticato quelle scelte nei luoghi preposti e poi – conclude – ha accettato il parere della maggioranza”. I Radicali plaudono al segretario del Pd piemontese, Davide Gariglio, per l’annunciata intenzione di pubblicare online “tutta la documentazione possibile” sulla vicenda delle firme false alle ultime regionali.
“Se Gariglio pubblicherà davvero tutta la documentazione che è possibile pubblicare – affermano i Radicali Silvio Viale e Igor Boni – sarebbe la prima volta e sarebbe un gran segnale di trasparenza, indipendentemente da come si concluderanno le vicende penali e quelle dei ricorsi elettorali. Si tratterebbe di quel coraggio che è sempre mancato a Cota sulla vicenda della lista falsa di Giovine”.
“L’ex governatore – aggiungono – ha oggi la faccia tosta di chiedere al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, di fare quello che lui non fece, con prove ed evidenze all’epoca molto più robuste. Per quattro anni Cota si è arroccato in difesa di Michele Giovine e ha convocato due volte il popolo padano a manifestare contro i giudici per rimanere in sella. Ora con un voltaccia faccia spudorato convoca il popolo padano a sostenere il contrario”.

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Blogger: Fabio Mina

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