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TORINO. Omicidio stradale, un giudice solleva due dubbi di costituzionalità

Due questioni di legittimità costituzionale della nuova legge sul cosiddetto omicidio stradale sono state sollevate dal Tribunale di Torino. Le questioni riguardano il trattamento sanzionatorio. A interpellare la Consulta è stato il giudice Modestino Villani – della sesta sezione penale – su istanza di un avvocato, Riccardo Salomone, nell’ambito di un processo sul caso di una anziana signora che nel 2016 venne investita, riportando lesioni guaribili in 60 giorni, mentre attraversava a Moncalieri.

La prima questione riguarda il cosiddetto “computo delle circostanze” (attenuanti e aggravanti) nella quantificazione della pena. La norma, così come è formulata, limiterebbe la discrezionalità del giudice e, secondo l’avvocato difensore, provocherebbe un aumento “sproporzionato e irragionevole della condanna anche in caso di colpa minima”.
La seconda questione si riferisce al provvedimento di revoca della patente ( con l’impossibilità di ridare l’esame di guida per almeno 5 anni) che scatta in caso di qualsiasi condanna, anche dopo un patteggiamento. Un automatismo che secondo l’avvocato non dovrebbe essere consentito. Un’altra questione di legittimità costituzionale era stata sollevata nel maggio del 2017 a Roma da un giudice per le indagini preliminari.
L’incidente stradale di cui si sta occupando il Tribunale di Torino e del 22 aprile 2016. Sia l’automobilista che il pedone stavano passando in un momento in cui il semaforo era rosso, tanto che la stessa procura,

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