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TORINO. Olimpiadi 2006: città in festa dopo 10 anni, “viaggio continua”

Tre giorni, dal 26 al 28 febbraio, per rinverdire i fasti olimpici, con concerti, mostre, parate e incontri. Tre giorni per dire “io c’ero”, ma anche per sottolineare che “il viaggio continua”, come recita il titolo del ‘rewind’. A 10 anni dall’accensione del braciere olimpico, Torino celebra le Olimpiadi invernali. Diciassette giorni di sport e di spettacolo, che hanno portato la città all’attenzione del mondo intero, cambiandone per sempre la storia.

“Siamo passati da città a vocazione industriale a città turistica, universitaria e di cultura, senza dimenticare il nostro passato”, sottolinea il sindaco Piero Fassino, presentando le celebrazioni del decennale. “Con quel grande evento, Torino ha mostrato le proprie eccellenze, la capacità di reinventarsi, di impegnarsi in un grande progetto – osserva -.

Per questo è importante festeggiare quell’avventura, per coglierne l’ìmportanza e capire la trasformazione ancora in corso”.

La Medal plaza, come dieci anni fa venne ribattezzata piazza Castello, la cornice aulica scelta per le premiazioni, avrà addirittura una sorta di braciere. E ad accenderlo sarà niente meno che Stefania Belmondo, ultima tedofora di Torino 2006.

All’accensione, il 27 febbraio, seguiranno un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Torino e una Notte Bianca, in pieno stile olimpico, con negozi e musei aperti. In programma anche eventi nei vari musei della città, proiezioni al Museo del Cinema, il Gran Ballo d’Inverno al Museo della Montagna. Tra i promotori dei festeggiamenti anche Gtt che gestisce la Metropolitana di Torino e che, tra l’altro, offrirà la circolazione su tutti i mezzi al costo di un biglietto, concerti ed eventi sui tram storici.

“Le Olimpiadi hanno dato una spinta a un progetto di trasformazione al quale si stava lavorando – ricorda il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che della città a cinque cerchi è stato il sindaco -. In 10 anni siamo entrati nel novero delle 50 città più interessanti da visitare secondo il New York Times. Sono stati anni cruciali, un progetto fantastico, rifarei tutto”, dice, compresi quei debiti di cui Torino non si è ancora liberata. “Per rendere una casa più vivibile – osserva – vale la pena osare”.

“E pensare che all’inizio in pochi ci avevano creduto, c’era molto scetticismo, anche tra i media – ricordato l’ex                 presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi, Valentino Castellani – ma alla fine hanno vinto la forza e la grande creatività di questa città”.

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Blogger: Fabio Mina

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