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TORINO. Nuove minacce a Chiara Appendino, busta con proiettile

Questa volta è un proiettile. Nuovo attacco a Chiara Appendino dopo la lettera minatoria di novembre (“devi morire”) e il plico esplosivo dei primi di aprile. Una busta, senza mittente e con il francobollo non timbrato, è stata intercettata ieri a Palazzo Civico dalla polizia municipale. E’ intervenuta anche la Digos. Nell’involucro non c’era nessun messaggio. Per ora gli investigatori tendono ad escludere la pista anarchica, che resta invece la più battuta per quel che riguarda il pacco bomba. “Questi tentativi di intimidazione non sortiscono alcun effetto e, anzi, mi spronano a continuare a svolgere il mio ruolo di sindaca con la massima determinazione” è il primo commento di Appendino, che raccoglie attestati di solidarietà da tutto il mondo politico. “E’ una donna forte che fa i fatti”, dice il vicepremier Luigi Di Maio, che offre anche una sua chiave di lettura del caso: “Chiara ha dimostrato che il M5s fa sul serio quando si tratta di sgomberare e restituire ai cittadini italiani degli immobili occupati da centri sociali di destra o di sinistra. Ma questo ha avuto delle ripercussioni”. “Da uomo e da ministro – interviene Matteo Salvini – esprimo totale sostegno alla sindaca e mamma Chiara Appendino, con cui da tempo lavoro per restituire legalità e sicurezza ai torinesi a partire dallo sgombero delle palazzine occupate all’ex villaggio olimpico”. Poi i componenti del governo, i parlamentari di maggioranza e di opposizione, i presidenti di Regione, i sindaci delle altre città. In giornata arriva anche il tweet di Beppe Grillo: “Forza super-Chiara, siamo tutti con te”. Febbraio e marzo sono stati mesi scanditi da una recrudescenza delle mobilitazioni anarchiche dopo lo sgombero di uno dei centri sociali storici della città, l’Asilo Occupato. Ci sono state manifestazioni violente, atti vandalici, arresti, scarcerazioni e polemiche. E’ anche capitato che un gruppo di dimostranti abbia sventolato la testa di un fantoccio raffigurante la sindaca davanti al negozio del marito. Per quel che riguarda il proiettile, però, la matrice antagonista – almeno per ora – viene esclusa. La procura ha ricevuto una prima informativa. Seguirà l’apertura formale di un fascicolo di indagine che andrà ad aggiungersi al già voluminoso dossier. Appendino, come una delle possibili cornici di questo continuo tambureggiare minaccioso, individua la “forte tensione dovuta a una povertà crescente”. “In questa situazione – osserva – le tensioni possono aumentare e, quindi, l’emergenza come sindaco è dare risposte al tema della povertà”. Poi estende il discorso al resto d’Italia: “Il mio è solo uno dei casi. I sindaci, a prescindere dal colore politico, oggi sono in trincea. Chi decide di prendersi la responsabilità di essere il terminale delle istituzioni a contatto con le persone lo fa con grande coraggio”. Non manca, tra gli esponenti dell’opposizione, chi denuncia, come il deputato Davide Gariglio (Pd), il clima di “odio e intolleranza cavalcato dai partiti di governo e tollerato dal ministro dell’interno”. E c’è chi, come Osvaldo Napoli e Paolo Zangrillo, di Forza Italia, invita il mondo politico ad “abbassare i toni, rasserenare gli animi, eliminare gli atteggiamenti spavaldi e le espressioni violente”.

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