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TORINO. No Tav contro la ‘repressione’

“E’ stato un corteo pacifico. Un segnale di moderazione”. Così il questore di Torino, Giuseppe De Matteis, legge la manifestazione che i No Tav hanno portato oggi nel capoluogo piemontese. Un serpentone che si è disteso nel centro storico, da piazza Statuto a piazza Castello, con migliaia di persone (circa 3.700 secondo le forte dell’ordine, 15 mila secondo gli organizzatori) arrivate dalla Valle di Susa e dal Centro e Nord Italia. Si è trattato di una protesta contro la “repressione” del movimento No Tav innescata dall’arresto di Nicoletta Dosio, la 73enne attivista valsusina che dopo una condanna ha rifiutato le misure alternative alla detenzione e il 30 dicembre è stata arrestata. Sono stati usati toni altissimi, da “vendetta di Stato” a “strategia della tensione”. Sono stati scanditi i nomi dei compagni colpiti da provvedimenti restrittivi. Si è spiegato “nei prossimi mesi saranno decine i No Tav che dovranno giocarsi la libertà davanti al tribunale di sorveglianza”. Lo scrittore Adelmo Cervi, 76 anni, nipote di uno dei sette fratelli Cervi uccisi dai fascisti nel 1943, ha evocato gli spettri del passato: “La storia della mia famiglia è quella di uomini che diedero la vita contro la dittatura e contro l’ingiustizia. Il caso dei No Tav, come altri, dimostra che un’Italia giusta ancora non c’è”. Osservatori di Amnesty International hanno seguito la manifestazione per vigilare sul “rispetto della libertà di espressione” e “monitorare il comportamento delle forze dell’ordine”. Ma episodi di violenza non ce ne sono stati. “A preoccuparci – spiega il questore – non era il popolo No Tav, ma gruppi diversi. Persone che avrebbero potuto infiltrarsi, o che avrebbero potuto tentare di strumentalizzare il corteo. Per questo avevamo predisposto servizi adeguati”. Il procuratore generale, Francesco Saluzzo, ha ordinato la chiusura del Palazzo di Giustizia, uno dei luoghi che i No Tav hanno eletto a simbolo della “repressione”, sin dal mattino, anche se il raduno era fissato per le 13:30 (Alberto Perino, leader storico del movimento valsusino, ha detto che quella del magistrato è stata “strategia della tensione”). “Il corteo doveva partire lì vicino – dice ancora De Matteis – ma gli organizzatori hanno accettato senza problemi un percorso diverso”. In piazza con i No Tav è sceso anche un senatore del Pd, Tommaso Cerno, che ha ribadito di essere favorevole a una proposta di legge per una “amnistia sociale”. La stessa idea che dal carcere ha lanciato Nicoletta Dosio qualche giorno fa.

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